Credem e Università Cattolica: quali esperti per informarci

Credem e Università Cattolica: quali esperti per informarci

Competenza, capacità di comunicare e di incidere sulla società, rispetto e responsabilità sono le doti che un esperto deve avere per essere credibile

Competenza, capacità comunicativa, rispetto e responsabilità nei confronti dei propri interlocutori, capacità di incidere sulla società. Sono questi i principali criteri in base ai quali le persone valutano l’operato degli esperti a cui si affidano per informarsi e compiere le proprie scelte di vita quotidiana. Sono solo alcuni degli elementi emersi dall’indagine condotta, grazie al supporto dell’istituto Tips Ricerche, su un campione di 450 soggetti tra i 25 e i 75 anni rappresentativo della popolazione italiana nell’ambito del progetto Opinion Leader 4 Future nato dalla collaborazione tra l’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (ALMED) dell’Università Cattolica e le media relations del Gruppo Credem, tra i principali gruppi bancari nazionali e tra i più solidi a livello europeo, per indagare il ruolo dei leader d’opinione nel panorama informativo nazionale ed internazionale.

La ricerca completa intitolata “A matter of trust: tenersi informati in tempo di crisi” è stata pubblicata dal team di ricerca ALMED e Tips Ricerche nelle scorse settimane in occasione del lancio della newsletter del progetto Opinion Leader 4 Future che ha l’obiettivo di approfondire con interviste, casi di studio e dati di ricerca i meccanismi di circolazione delle informazioni e della costituzione delle opinioni ampliando la platea degli interessati al tema dell’opinion leading. Il target della newsletter, i cui contenuti e redazione sono a cura di ALMED, è rappresentato da una platea di lettori ampia, eterogenea, composta non solo di esperti ma anche di cittadini curiosi di cogliere i cambiamenti che caratterizzano il mondo dell’informazione.

La ricerca ha analizzato anche le differenze nell’approccio alla scelta degli esperti a cui affidarsi a seconda della generazione di appartenenza. In particolare, per i cosiddetti “millennials” (25-40 anni) ha grande rilevanza anche la capacità di gestire più touchpoint per facilitare l’interazione con gli “assistiti”. I millennials si differenziano dagli altri target anche per la maggiore importanza data all’esperienza internazionale.

Dalla ricerca è emerso inoltre che sulle questioni di carattere personale con un forte impatto sul patrimonio familiare come le politiche abitative e di investimento, le persone ricercano un contatto personale con esperti e professionisti con cui si possono instaurare anche rapporti continuativi e face to face (circa il 30% degli intervistati). Diffusa è tuttavia anche la tendenza all’auto-didattica, attraverso la ricerca di informazioni sui motori di ricerca (20% degli intervistati).

“La mancanza di fiducia nelle istituzioni influisce in maniera evidente sui processi decisionali individuali e familiari: da un lato ci si affida ai network orizzontali e informali per recuperare informazioni pratiche e subito spendibili; dall’altro si ricercano esperti di settore con cui attivare relazioni multi-touchpoint e continuative nel tempo. Si tratta di flussi di comunicazione, fortemente personalizzati e contestualizzati, che seguono traiettorie spesso imprevedibili. Ogni individuo costruisce i suoi percorsi, gestisce e alimenta il proprio network relazionale”, ha dichiarato Sara Sampietro, coordinatrice del progetto Opinion Leader 4 Future e docente di Università Cattolica. “Da qui l’importanza di un sempre maggiore investimento sul tema dell’educazione informativa per offrire ai singoli i corretti strumenti per orientarsi nello scenario mediale e approcciare i contenuti con un atteggiamento costruttivo, critico e riflessivo, arginando i rischi legati all’ “information disorder””, ha concluso Sara Sampietro.

“I risultati che emergono in modo sempre più evidente evidenziano come privilegiato il ruolo del singolo, dell’esperto, del professionista rispetto ad un’informazione impersonale e senza volto. La mediazione, e quindi la necessaria rielaborazione di molti concetti, è un meccanismo ormai molto ricercato da chi si informa e pertanto cresce anche il ruolo e la responsabilità degli stessi opinion leader, professionisti e non, verso un pubblico molto ampio ma anche più attento e selettivo”, ha dichiarato Lucio Dionisi responsabile media relation Gruppo Credem.

Il Gruppo Credem, tra i principali istituti bancari italiani e tra i più solidi d’Europa, è quotato alla Borsa Italiana ed ha un total business a fine 2021, tra raccolta complessiva e prestiti, pari ad oltre 120 miliardi di euro.

 

Potrebbe interessarti

Guarda anche

Alexa al fianco dei maturandi 2022

Alexa al fianco dei maturandi 2022

Organizzazione della giornata, promemoria, colonna sonora perfetta per concentrarsi e tanti consigli utili su come …

Lascia un commento

Oppure