Lavoro e lingua inglese: per 1 italiano su 2 rappresenta ancora un ostacolo

Lavoro e lingua inglese: per 1 italiano su 2 rappresenta ancora un ostacolo

Come vivono gli Italiani la (non) conoscenza dell’inglese nel mondo del lavoro? Secondo una survey condotta da Twenix, il 98% degli italiani reputa molto utile la lingua inglese nella vita lavorativa, ma per il 52% rappresenta ancora uno scoglio fortemente limitante. La conversation è l’aspetto che manda più in crisi gli italiani, tanto che 9 su 10 farebbero volentieri un corso per migliorarsi

Con il processo di digitalizzazione in rapida ascesa e l’internazionalizzazione del lavoro, la lingua inglese ha ormai un ruolo fondamentale per moltissime funzioni professionali. Inoltre la sempre più adottata modalità ibrida del lavoro ha portato a diversi e profondi cambiamenti nell’ambito lavorativo e della fruizione di corsi di formazione. Twenix – azienda spagnola innovativa del settore EdTech, che offre formazione flessibile e personalizzata in inglese alle aziende e ai professionisti – ha svolto una survey1 rivolta ai professionisti di diversi settori, con l’obiettivo di capire quanto la lingua inglese sia parte integrante del mondo del lavoro, quanti connazionali ancora la vivano come un’area da implementare e come la formazione possa essere d’aiuto nel migliorare le performance e la sicurezza personale lavorativa.

Il 93% dei rispondenti alla survey ha un impiego e oltre 9 italiani su 10 riconoscono l’utilità dell’inglese nella vita lavorativa, denotando quindi un’inclinazione all’utilizzo della lingua straniera molto elevata. Eppure non tutti si sentono confident nel parlarlo: infatti il 52% afferma che l’inglese rappresenta ancora un ostacolo, basti pensare alla fluidità della conversazione o al bacino terminologico a cui una persona riesce ad attingere. Solo il 33% ha dichiarato di riuscire senza intoppi nei suoi intenti comunicativi nella lingua d’oltremanica. L’aspetto linguistico in cui il professionista italiano si sente più debole è la conversazione (50%), al secondo posto si trova il temuto listening con un 30%, seguito dalla produzione scritta (17%). La dimensione orale detiene, dunque, il primato nella serie di scogli che un lavoratore incontra nella comunicazione in lingua inglese. Infatti, sono svariati gli ambiti in cui il Business English risulta essenziale: i meeting con i clienti internazionali richiedono l’utilizzo dell’inglese come lingua franca da parte di 1 connazionale su 2, anche l’internazionalizzazione delle aziende compare come motivazione per conoscere la lingua per il 21% delle risposte, al cui interno troviamo un 18% di rispondenti che utilizza il Business English con il proprio team proveniente da Paesi stranieri.

Alla luce anche di questi dati, Twenix ha voluto indagare la volontà degli italiani di migliorare il proprio livello di inglese ed è risultato che 9 italiani su 10 seguirebbero un corso di lingua se ne avessero l’occasione, manifestando il desiderio di oltrepassare i propri limiti. Tra i cambiamenti degli ultimi anni, a seguito della pandemia, l’introduzione dello smart working ha sicuramente avuto un grande impatto. Dalla ricerca emerge infatti che la maggior parte degli italiani (74%), a due anni dall’inizio dell’emergenza sanitaria, continua a lavorare in modalità ibrida e solo il 18% è rientrato stabilmente nel luogo di lavoro. Il work-life balance assume un ruolo primario, così come poter organizzare al meglio le attività extralavorative, dando equilibrio ai propri tempi e impegni personali. Anche rispetto alla possibilità di fare formazione e migliorare le skill di inglese, il mix tra corso in presenza e online riceve il numero maggiore di consensi, con il 38%, con la modalità solo telematica poco distante (37% delle preferenze).

Non stupisce quindi che la flessibilità oraria dei corsi di lingua rappresenti un elemento chiave (con Twenix prenotabili fino anche a sole due ore prima) – indicata come caratteristica principale dal 41% degli italiani –. Sul podio delle priorità, anche la personalizzazione degli argomenti trattati, con il 34%.

“Uno dei nostri focus primari è la metodologia pragmatica, in grado di fornire soluzioni a problemi concreti dell’apprendimento, a partire dalla pratica”, afferma Jorge Moreno, CEO e co-fondatore di Twenix. “In questo modo il professionista è nella condizione di parlare in inglese immerso in situazioni reali dal primo istante, con effetti diretti nella vita privata e, soprattutto, nel lavoro, generando così una gratificazione immediata. La specializzazione dei contenuti didattici è cruciale per offrire agli utenti un valore aggiunto, così da poter migliorare negli ambiti necessari”.

Da poco sbarcato in Italia, Twenix, in sessioni one to one di soli 26 minuti, con docenti certificati di diverse nazionalità, insegna agli utenti a comunicare in inglese attraverso microcorsi, focalizzati su temi specifici di business, ideati da un team di esperti di ogni settore lavorativo. L’azienda ha un forte sviluppo a livello tecnologico per personalizzare ogni sessione in base al livello e all’esperienza dell’utente. Quest’ultimo sceglie su quali argomenti vuole essere formato in base al proprio livello di inglese e al proprio settore di lavoro, e attraverso la piattaforma di Twenix sarà in grado di rafforzare e raggiungere i propri obiettivi. Potrà inoltre evitare di ripetere gli errori commessi grazie ad un monitoraggio personalizzato dei progressi. Personalizzato, semplice e divertente: Twenix, con la sua offerta di microlearning, è l’alternativa ideale per i lavoratori pronta superare l’ostacolo dell’inglese.

Potrebbe interessarti

Guarda anche

Il Lutech Campus forma i giovani talenti sulle tecnologie leading edge del settore IT

Il Lutech Campus forma i giovani talenti sulle tecnologie leading edge del settore IT

Nasce oggi il Lutech Campus, innovativa piattaforma di Open Innovation dedicata alla formazione e incubazione, …

Lascia un commento

Oppure