Come progettare e sviluppare interventi robot-assistiti

Come progettare e sviluppare interventi robot-assistiti

Università Cattolica, TIM e WeSchool promuovono un percorso formativo che fornisce competenze utili a valorizzare il potenziale sociale di partner robotici ai fini educativi, di cura e riabilitazione

I robot sono tra noi e influenzano sempre più le nostre relazioni. Ciò richiede che insegnanti, educatori e professionisti della formazione e della cura si attrezzino per dotarsi di conoscenze e strumenti adeguati per la progettazione e realizzazione di interventi che mettano al centro l’interazione uomo-robot sociale (HRI). È l’obiettivo del Corso di Perfezionamento Crescere e vivere con i robot: psicologia, educazione e cura al tempo dei robot sociali. Progettazione e sviluppo di interventi robot-assistiti, promosso nell’ambito della formazione continua dall’Unità di Ricerca sulla Teoria della Mente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in collaborazione con TIM e WeSchool.

«Un impiego sempre più frequente dei robot nella vita quotidiana pone molteplici questioni sulla natura dell’interazione che l’uomo può avere con essi e sollecita una riflessione multidisciplinare a cui la psicologia può senz’altro contribuire in maniera rilevante», spiega Antonella Marchetti, direttore scientifico del Corso insieme a Davide Massaro e alla guida dell’Unità di Ricerca sulla Teoria della Mente (www.teoriadellamente.it) interna al Dipartimento di Psicologia dell’Ateneo di cui è anche Direttrice.

L’Unità di Ricerca sulla Teoria della Mente è da alcuni anni impegnata a studiare le componenti psicologiche coinvolte nelle interazioni tra esseri umani e robot, coniugando le conoscenze della Psicologia dello Sviluppo e della Robotica. «Le ricerche sinora condotte ci insegnano che, quando i robot presentano delle caratteristiche simili a quelle umane, le persone si rapportano a essi “come se fossero” partner sociali, servendosi cioè dei meccanismi della cognizione sociale per comprendere e interpretare il comportamento dei robot – aggiunge la professoressa Marchetti –. Questo campo di ricerca, che vede collaborare diverse discipline, tra le quali la robotica e la psicologia, viene definito Human Robot Interaction (interazione uomo-robot). Quando lo “human” che interagisce con un robot è un bambino, allora si può parlare di Child-Robot Interaction (interazione bambino-robot)».

Proprio l’approfondimento delle caratteristiche psicologiche della interazione tra uomini e robot con specifico riferimento allo sviluppo delle competenze sociali, come pure la comprensione dell’impatto dei robot sociali sullo sviluppo neuropsicologico nel ciclo di vita, sono alcune tematiche esplorate nel programma di studio del Corso di perfezionamento che prenderà il via il 18 febbraio 2021.

Il percorso formativo si rivolge a insegnanti, educatori e professionisti della formazione, dell’educazione, del sociale, del sostegno e della cura della persona, ma anche a laureati triennali e magistrali in materie umanistiche, psicologiche, pedagogiche e sociali e a laureandi triennali e magistrali delle medesime discipline. La finalità è formare una figura professionale che possieda competenze specifiche nella progettazione e nella realizzazione di interventi che mettano al centro l’interazione uomo-robot sociale, valorizzando tutto il potenziale specifico dei partner robotici ai fini educativi, di cura e/o di riabilitazione.

Articolato in quattro moduli didattici, pari a 12 crediti formativi universitari, il Corso è erogato a distanza e prevede lezioni online sincrone, laboratori e project-work. Le iscrizioni sono aperte fino al 14 febbraio 2021.

 

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