Michele Bravi. Foto: Clara Parmigiani

Michele Bravi ci racconta “La geografia del buio”

“La geografia del buio” è il nuovo album di Michele Bravi, un concept album che è stato anticipato dall’uscita dei singoli “La vita breve dei coriandoli” e “Mantieni il bacio”.

Michele Bravi è tornato con “La geografia del buio”, disco che arriva a distanza di quattro anni da “Anime di carta”, l’album che contiene il singolo certificato doppio platino “Il diario degli errori”.

“La geografia del buio” è un susseguirsi di suggestioni evocative (nell’arco di 10 canzoni) che rimandano a un presente stravolto e a un profondo dolore che avvolge, immerge e nasconde ogni cosa come una coltre di nebbia. Come racconta Michele Bravi, “Questo disco nasce dalla solitudine più grande. Due anni fa la mia voce aveva appena ricominciato a parlare; per caso incontro un amico, Andrea Bajani, uno dei più grandi scrittori italiani di oggi. Mi ha detto una frase: la musica non salva da niente però aiuta a disegnare il labirinto.  Ed è così. “La geografia del buio” è il disegno del labirinto, è una storia che racconta come si convive col buio, non come se ne esce”.

Ecco il senso di questo disco: “Attraversando il buio si scopre come conviverci. C’è la falsa credenza che il dolore vada ingoiato e nascosto: no, il dolore va messo in mezzo alla stanza, va mostrato. Solo così il mostro che ti portavi a spasso mentre ti morde il collo diventa un bambino che ti porti sulla schiena. Il dolore è un fatto, non va giudicato, e così il buio, è un fatto. Tutto questo percorso ha fatto nascere le nuove canzoni”.

Michele Bravi: un disco tra dolore e amore 

Michele Bravi spiega che non va cercato un senso per il trauma, un senso al perché qualcosa sia successo nella nostra vita: “L’unica forza propulsiva del dolore è la sua condivisione. La persona a cui ho dedicato il disco ha condiviso il suo dolore con me, e io ho condiviso il mio scrivendo queste canzoni”. Scrivendole con Federica Abbate e altri autori.

La parola dolore è la colonna portate del disco, ma non è l’unica. Parlando del singolo “Mantieni il bacio”, Michele racconta: “Questa canzone è la dichiarazione d’amore più grande che abbia mai fatto. Se la prima parola che costituisce il disco è dolore, la seconda è amore”. E ancora: “L’amore va cantato, disegnato, scolpito, io lo so fare con la voce”.

Infine, un pensiero al domani: “Il divano grigio di casa mia è il luogo dove le canzoni sono nate, nate con il pensiero di essere cantate dal vivo, ovviamente. Il disco doveva uscire un anno fa ed era previsto un tour, un mio sogno, con tappe in teatri bellissimi. La volontà di poterlo cantare dal vivo c’è, vedremo quando”.

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