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Mau y Ricky

Intervista a Mau y Ricky, il duo più popolare della musica latina

Stasera la coppia di fratelli Mau y Ricky (Montaner di cognome) apriranno il Milano Latin Festival

Sono il duo più popolare della musica latina e per la prima volta stasera si esibiranno sul palco del Milano Latin Festival. Sono Mau y Ricky, fratelli venezuelani da 1 miliardo e 300 milioni di streaming  totali. Famosi per “Desconocidos” (più di 274 milioni di stream su Spotify e 450 milioni views), hanno ricevuto tre nomination ai prossimi Premios Juventud Awards che si terranno il 18 giugno e sono dedicati in maniera specifica ai gusti, agli interessi e alle tendenze preferite dai giovani di lingua spagnola in tutto il mondo.

Il loro nuovo singolo “La boca”, realizzato con la star colombiana Camilo, fa parte del loro album debutto “Para aventuras y curiosidades”.

Impressioni su questo vostro primo viaggio italiano?

Siamo qui per la prima volta, appunto, ed è fantastico. E anche la prima volta in un paese di cui non parliamo la lingua (nati in Venezuela, Mau y Ricky sono cresciuti negli USA, nda). Quindi grazie per essere qui con noi. Nostro padre (il cantante Ricardo Montaner, nda) ci ha insegnato a essere sempre grati e a tenere sempre vivo lo stupore per tutte le esperienze che viviamo, ed è forse il suo insegnamento più importante.

Stasera inaugurate con il vostro concerto l’edizione 2019 del Milano Latin Festival.

Abbiamo un sacco di energia da tirare fuori per il live. E siamo i primi, incredibile, di un cartellone tanto lungo e prestigioso (chiusura il 9 agosto, con nomi come Farruko e Daddy Yankee, nda). Siamo fan da sempre di Eros e Laura (così, senza cognome, nda), ma anche di Zucchero e della musica italiana in generale – la ascoltiamo fin da bambini. Abbiamo incontrato Baby K, ieri. Non sappiamo come sarà il pubblico italiano perchè non abbiamo mai fatto un concerto qui, ma immaginiamo sia caldo come siete sempre nella vita, cioè simili a noi sudamericani. È questione di cultura.

E con Ricky Marcuzzo farete qualcosa?

Ricky è in Messico in questi giorni ma ci stiamo sentendo, c’è chimica tra noi e Ricky è davvero pieno di talento. Faremo qualcosa con lui, probabilmente verso la fine dell’anno.

Voi avete iniziato come autori (per artisti come Miguel Bosè, Maluma, Ricky Martin) per poi diventare anche interpreti.

Inizialmente noi cantavano, ma nessuno ascoltava la nostra musica (ridono, nda), quindi abbiamo iniziato a scrivere per altri per vedere cosa succedeva. Poi abbiamo scritto una canzone per un’artista messicana, Thalia, che è arrivata la numero 1, e da lì in poi da cosa è nata cosa.

Siete molto prolifici come autori, o tutto il contrario?

Siamo cantautori e scriviamo il più possibile, però viaggiamo tantissimo e quindi il tempo per creare non è così tanto. Ci hanno detto che qui in Sony a Milano c’è uno studio fantastico e noi ci siamo sentiti come bambini in un negozio di caramelle. Ieri siamo andati in questo studio e abbiamo scritto una canzone. Siamo certi che la pubblicheremo.

E per questo album l’ispirazione da dove è arrivata?

Dalla vita. Il segreto per scrivere canzoni è raccontare alla gente le loro storie attraverso la musica, perché dicano “questo mi è successo”. Sono vicende che nostre ma le scriviamo in modo che tutti possano riconoscersi.

Come si lavora tra fratelli?

Rispetto e ammirazione sono alla base, ognuno deve contenere il proprio ego. Se lui vince, io vinco, e viceversa (racconta Ricky, nda). Le idee nascondo da entrambi, a volte funzionano meglio le mie delle sue o il contrario, è naturale. Abbiamo il sogno di costruire insieme la nostra carriera, non sarebbe altrettanto divertente e appagante farlo con nessun altro.

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