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Consegnato il premio Fidapa "Non ci sono mestieri da donne", edizione 2018

Consegnato il premio Fidapa “Non ci sono mestieri da donne”, edizione 2018

Nell’ambito del convegno sull’emancipazione femminile, è stato consegnato il premio Fidapa “Non ci sono mestieri da donne”, edizione 2018. La vincitrice è Karina Zinchenko, laureata magistrale in Informatica dell’Università di Udine


Karina Zinchenko, laureata magistrale in Informatica all’Università di Udine con 110/110, è la vincitrice della seconda edizione del premio di laurea Fidapa “Non ci sono mestieri da donne”, promosso dalla sezione di Udine della Federazione italiana donne arti professioni affari – Fidapa Bpw Italy, in collaborazione con il Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità (CUG) dell’Università di Udine.

Il premio, del valore di 1.500 euro lordi e destinato a laureate magistrali di area scientifica dell’Università di Udine negli anni accademici 2016/17 e 2017/18, è stato assegnato da Gea Arcella, presidente Fidapa – Bpw Italy, sezione di Udine.

Karina Zinchenko, ventiseienne di origine ucraina, dopo essersi diplomata come “Tecnico della gestione aziendale – informatico”, ha conseguito a Udine dapprima la laurea triennale in Informatica, completando nel 2018 anche il percorso di laurea magistrale con una tesi dedicata alla “Valutazione imperfetta dei sistemi di information retrieval: un’analisi sistematica dell’effetto di misure approssimate”.

«Il premio di Laurea Fidapa – ha spiegato la presidente Gea Acella – vuole essere un esempio concreto di azioni positive a vantaggio delle giovani donne per favorire una più equa distribuzione delle risorse, basata esclusivamente sul merito, senza alcuna distinzione circa la provenienza delle persone, ribadendo che non ci sono mestieri da donne ma solo talenti da sviluppare in relazione alle capacità di ognuna. La Sezione Fidapa di Udine ha sempre interpretato con concretezza l’impegno statutario a sostenere la promozione delle donne attraverso percorsi di empowerment. La crescente attenzione dell’associazione a che la presenza delle donne venga incentivata nelle materie cosiddette STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) ha portato la Sezione a destinare il premio di laurea a studentesse laureate proprio in materie di ambito scientifico».

Al concorso per l’assegnazione del premio potevano partecipare neolaureate magistrali, di età fino ai 30 anni, in ingegneria elettronica, meccanica, civile, gestionale, ingegneria per l’ambiente e l’energia, ingegneria per l’ambiente e il territorio, matematica, informatica, computer science.

Il premio è stato assegnato lo scorso 18 aprile nell’ambito del convegno “Non ci sono mestieri da donne. L’emancipazione femminile attraverso il lavoro. Premio FIDAPA 2019”. Nel corso del convegno, gli interventi si sono focalizzati sull’importanza imprescindibile delle donne nella società e nel mondo del lavoro, grazie al quale le donne sono riuscite, almeno in parte, sebbene molto ci sia ancora da fare, ad emanciparsi. In particolare, è stata evidenziata la necessità che le lavoratrici siano maggiormente valorizzate e tutelate.

«Dentro la storia del lavoro riusciamo a cogliere ruoli e tempi di cambiamento della società contemporanea» ha detto Giulio Mellinato, storico e ricercatore di storia economica dell’Università di Milano-Bicocca. «Le donne sono, soprattutto in passato ma in parte tuttora, per lo più invisibili, seppur siano state e siano presenti in maniera rilevante» hanno aggiunto Antonella Pocecco, sociologa e docente di sociologia delle comunicazioni di massa, e Donatella Cozzi, antropologa e docente di antropologia culturale dell’Università di Udine. Ester Pacor, storica e coordinatrice della Rete Espansioni, ha fatto emergere il ruolo importante delle donne lavoratrici triestine, tra cui, ad esempio, le sessolote. Chiara Simon, curatrice del Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa di Poste Italiane, ha raccontato la storia dell’emancipazione femminile in Poste Italiane. Gea Arcella ha ripercorso la storia delle donne notaio, «un percorso lungo quello dell’accesso alla professione notarile. La prima donna notaio –a ha ricordato – è stata Elisa Resignani, entrata in servizio nel 1929 nel distretto di Vercelli ed ancora nel 1991 le donne erano appena il 17% della categoria. Attualmente sono complessivamente il 35% e le neo notaie sono progressivamente in crescita».

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