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La risonanza magnetica nucleare disponibile presso l'Università di Udine
La risonanza magnetica nucleare è ora a disposizione dei ricercatori dell’Università di Udine e di industrie, aziende, enti e scuole

La risonanza magnetica nucleare disponibile presso l’Università di Udine

La risonanza magnetica nucleare è ora a disposizione dei ricercatori dell’Università di Udine e di industrie, aziende, enti e scuole. 180 mila euro per un NMR 400 Avance III HD della ditta Bruker

Nuove e più avanzate analisi su campioni e materiali in ambito agroalimentare, per garantirne qualità e sicurezza.

Da oggi ricercatori, ma anche enti, aziende, laboratori e scuole, potranno effettuarle presso il Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine (DI4A), che si è dotato di un nuovo strumento per la risonanza magnetica nucleare di nuovissima generazione, NMR 400 Avance III HD prodotto dalla ditta Bruker.

La risonanza magnetica nucleare (NMR) rappresenta una delle principali e più attuali tecniche per l’indagine strutturale, nel campo della ricerca chimica, e una potente tecnica analitica nei campi agroalimentare, biomedico e delle scienze dei materiali.

Lo strumento è stato acquisito per un valore complessivo di 180 mila euro, grazie a fondi del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali (DI4A), nel quadro del piano strategico d’Ateneo, e avvalendosi del cofinanziamento da parte del Gruppo di ricerca di Chimica inorganica e metallorganica del DI4A.

La presentazione dello strumento è avvenuta ieri nella sede del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali, alla presenza del rettore e del direttore generale dell’Università di Udine, Alberto De Toni e Massimo Di Silverio, e di numerosi rappresentanti di enti, aziende e scuole del territorio, che hanno partecipato anche a un seminario scientifico, tenuto da un esperto della ditta Bruker, sulle potenzialità di impiego della nuova strumentazione nei vari ambiti scientifici e tecnologici.

 

«Questo importante investimento – ha esordito il Rettore Alberto De Toni – permetterà di dare impulso alla ricerca e migliorare ulteriormente il servizio di risonanza magnetica nucleare attivo da oltre trent’anni all’Università di Udine. Inoltre, il coinvolgimento in questa attività di soggetti esterni al mondo accademico favorirà il necessario scambio scientifico/tecnologico tra università e mondo dell’industria e territorio».

«Il nuovo strumento – ha sottolineato il Direttore del DI4A, Paolo Ceccon – è a disposizione dei gruppi di ricerca che operano, in particolare, nell’ambito agrario e delle scienze degli alimenti, con la possibilità di eseguire analisi fino ad oggi impossibili a causa delle limitate potenzialità tecniche del precedente spettrometro NMR. Inoltre, il nuovo strumento consentirà di estendere e ampliare l’offerta didattica dei corsi di studi dell’Ateneo con specifici corsi teorici abbinati a esercitazioni pratiche di applicazione della tecnica NMR»

«Grazie al nuovo strumento – ha precisato Daniele Zuccaccia, del Gruppo di ricerca di Chimica inorganica e metallorganica del DI4A – è possibile effettuare numerosi nuovi esperimenti che permettano l’analisi di campioni, anche complessi, nel campo agroalimentare, dalla risonanza magnetica nucleare di matrici alimentari complesse, alla determinazione dell’arricchimento isotopico naturale del deuterio nei succhi di frutta e nelle bevande fermentate, fino alla metabolomica e alle analisi chemiometriche».

 

L’Ateneo udinese ha acquisito una lunga esperienza nel settore della risonanza magnetica nucelare: fin dal 1985, infatti, presso i laboratori dell’allora Istituto di Chimica, venne installato uno spettrometro NMR, sostituito poi nel 1991 in coincidenza con il trasferimento dei laboratori presso la sede odierna del polo scientifico in via delle Scienze. Nello stesso anno, fu istituito un servizio di spettroscopia NMR, con personale tecnico dedicato, a servizio della ricerca accademica e industriale.

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