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Pubblicati i risultati della survey CUOA sullo stato di salute delle imprese del Nord Italia
Conferenza stampa il 18 dicembre nella sede di CUOA Business School: presentazione del nuovo Direttore Scientifico della scuola e della survey CUOA

Pubblicati i risultati della survey CUOA sullo stato di salute delle imprese del Nord Italia

Conferenza stampa il 18 dicembre nella sede di CUOA Business School: presentazione del nuovo Direttore Scientifico della scuola e della survey CUOA sullo stato di salute delle imprese del Nord Italia

E’ stato presentato al CUOA il nuovo Direttore Scientifico della scuola, Alberto Felice De Toni, rettore dell’Università degli Studi di Udine, figura di spessore che entrerà in attività dal primo gennaio 2019. Durante l’evento il Presidente di CUOA, Federico Visentin, con Paolo Gubitta, Direttore scientifico dell’Area Imprenditorialità, presenteranno i risultati della survey che ha indagato il sentiment delle imprese Lepri del Made in Italy manifatturiero del Nord Italia, su una serie di temi di scottante attualità quali l’entità degli investimenti per Industry 4.0 e il loro impatto reale, il ruolo degli incentivi pubblici per Industry 4.0, il fabbisogno di formazione che accompagna questi investimenti e il ruolo delle politiche fiscali sugli investimenti e le politiche del lavoro.

La survey ha coinvolto solo imprese manifatturiere virtuose, cioè quelle che erano di dimensione quasi-media alla vigilia del crack del 2008 e che, oggi, dopo aver affrontato e superato due picchi di crisi (2008 e 2011), hanno ripreso a marciare o addirittura a correre, correre, correre.

Cosa emerge dalla survey? 

1. Negli ultimi due anni, l’84% di queste imprese ha fatto investimenti per la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa (il 26% per almeno mezzo milione di euro), investendo soprattutto in macchinari computerizzati o digitali (62%, risposte multiple) e software per la digitalizzazione (62%, risposte multiple).

2. Questi investimenti sono stati frutto di una precisa strategia dell’impresa, sulla quale l’iper- e il super-ammortamento hanno avuto un ruolo marginale (solo il 14,3% non avrebbe fatto investimenti senza l’incentivo), ma ben il 52,4% attende il rinnovo di questi strumenti per continuare a investire.

3. Gli investimenti in Industry 4.0 danno risultati in tempi rapidi (l’82,3% li ha già toccati con mano) e contribuiscono a risolvere un problema annoso dell’Italia: la produttività del lavoro, che con questi investimenti aumenta velocemente; inoltre, permettono di risolvere problemi prima non risolvibili (45,2%) e abilitano innovazioni di processo (38,1%).

4. Investimento in Industry 4.0 e Formazione viaggiano in coppia: l’81% del campione ha compiuto immediatamente investimenti in formazione per aumentare il grip delle tecnologie digitali; è anche per questa ragione che queste imprese reclamano a gran voce il credito d’imposta per la formazione 4.0.

5. Infine, le Lepri manifatturiere del Nord Italia hanno più paura della mancanza di investimenti in infrastrutture digitali, rispetto allo spread elevato: l’economia reale, come sempre, batte la finanza.

L’arrivo del nuovo Direttore Scientifico della scuola conferma due tendenze: la prima è che la via intrapresa dalla presidenza Visentin è totalmente improntata al rafforzamento della Business School, con un approccio che parte dal cuore formativo e dalla sempre elevata qualità delle proposte, attente alla comprensione dei fenomeni internazionali, delle dinamiche di mercato e quindi delle esigenze concrete delle imprese.

La seconda tendenza è dettata dall’andamento della Business School che in questi anni ha raggiunto ottimi risultati e che oggi è proiettata a rafforzare la propria presenza sul mercato nazionale e ad aprirsi sempre di più all’internazionalizzazione, con un tratto distintivo e differenziante, di forte appeal per gli stranieri, cioè la forte specializzazione sul tema dell’imprenditorialità e dei modelli di business di successo per le piccole e medie imprese, che sono l’espressione del territorio per il quale la scuola è già punto di riferimento.

Ma questo è solo l’inizio. Infatti la stagione di rinnovamento è appena partita: il CUOA si pone come hub che intende studiare gli elementi esterni come fattori strategici del proprio sviluppo, ecco perché registrare la temperatura del proprio target di riferimento, l’impresa, è un fatto determinante.

Il nuovo Direttore Scientifico Alberto De Toni, il Presidente Federico Visentin e il team di ricerca di CUOA, nel corso della conferenza confermano la periodicità di questa survey, in modo da poter raffrontare dati e indicatori al fine di effettuare un monitoraggio periodico dell’impresa con una conseguente elaborazione e analisi dei dati in particolare provenienti dalle PMI. Fatto importante perché i dati registrati in quest’area geografica del Paese possono essere proiettati specularmente in tutte le aree industrializzate del Paese, assumendo un ruolo decisivo con valenza nazionale.

 

“Il CUOA di oggi è proiettato a una sempre più alta qualità e a una sempre più forte presenza al fianco delle imprese – ha spiegato Federico Visentin, Presidente del CUOA – Le nostre aziende hanno bisogno di punti di riferimenti solidi per la formazione del capitale più prezioso di cui dispongono: le persone. L’attività per cui la nostra scuola è già conosciuta e riconosciuta trova nuovo slancio e nuovi percorsi di sviluppo. Ringrazio il Prof. De Toni per aver accettato di accompagnarci in questo percorso, ambizioso e sfidante, proiettato a fare del CUOA una scuola di riferimento in Italia e un polo attrattivo per giovani, manager e imprenditori di tutto il mondo, che vogliono conoscere da vicino un modello vincente, quello delle nostre imprese del Nordest d’Italia, che hanno dimostrato resilienza e hanno saputo battere ben due crisi”.

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