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Emis Killa. Foto: Graziano Moro

Un fumetto, un corto e un disco: è “Supereroe” di Emis Killa

Il nuovo album di Emis Killa, “Supereroe”, sarà pubblicato domani, 12 ottobre. Le nuove canzoni sono accompagnate da un progetto più ampio, che unisce un fumetto e un cortometraggio.

Un fumetto, un corto e un disco. Tutte idee di Emis Killa (autore anche dei testi del fumetto e attore nel minifilm), il rapper che ha sempre cercato di andare oltre le regole del rap. Il suo ultimo lavoro è “Supereroe”, e per raccontarlo ha scelto un progetto ampio.

Iniziamo dal cortometraggio, girato con Giacomo Ferrara, uno degli attori emergenti più promettenti del momento.

Giacomo è bravissimo. Gli ho scritto su Instagram dopo aver visto Suburra (interpretava Spadino, nda). Ė nata una bella amicizia, oltre alla collaborazione nel corto, che parla di due ragazzi con superpoteri che non sanno di essere fratelli.

Il fumetto?

Si trova nel il disco. È la storia di un supereroe che ha il superpotere di dire sempre la verità.

Perché hai usato cinema e fumetto per presentare il disco?

A me l’arte piace in quasi tutte le sue forme. Il corto è ironico, ovviamente io non faccio l’attore. Il fumetto nel rap – che io sappia – in Italia ancora non l’ha fatto nessuno. Non volevo fare singolo, video, instore. C’è dietro un lavoro più ampio per questo disco; il corto è una puntata pilota che magari avrà un seguito. Lo pubblicheremo sulle piattaforme online, certamente non al cinema.

“Supereroe” perché?

L’idea mi è nata in seguito a un programma che ho fatto con Niccolò Agliardi, “Dimmi di te”, in cui si raccontavano storie e poi scrivevamo una canzone. A me è capitata la vicenda di un soldato che ricevuto la medaglia d’onore. Io guardavo il montaggio della puntata e pensavo che era un eroe, anche per me che non lo conoscevo. Da lì è nata una reazione a catena di pensieri: ho pensato al quotidiano, in cui gli eroi sono medici, pompieri, genitori che si spaccano la schiena per tirare su i figli come ha fatto mia madre. La gente mi scrive sui social per avere risposte ai loro quesiti, ma non le ho per tutto. Questo mi ha fatto riflettere. A 14 anni miei eroi erano i rapper che parlavano del loro disagio e questo mi dava sollievo perché capivo che non ero il solo a essere tormentato. Oggi le mie canzoni fanno lo stesso con altri ragazzi, e questo mi riempie di orgoglio.

La recente paternità come ti ha cambiato come artista?

Non ti so ancora rispondere, il disco l’ho finito appena è nata mia figlia, poi non sono stato in studio a lavorare. Credo però che in futuro ci saranno influenze, quali lo vedremo. Quello che posso aggiungere è che ho tenuto il mio privato segreto. Ognuno può fare quello che vuole, io non voglio farmi assillare dal gossip. La gente è cattiva, basta guardare i commenti online sotto i miei video; io ho la corazza ma voglio tutelare la mia famiglia e non coinvolgere la mia fidanzata in tutto questo.

Chiudiamo allora con la musica e il tour.

Parte il 9 dicembre (dal Fabrique di Milano, nda), però domani e dopodomani faccio due live (sold out, nda) a Milano e a Roma per far ascoltare il brani nuovi, con anche qualche canzone dei vecchi dischi.

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