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Craig Schoettler al lavoro alla Juniper Cocktail Lounge del Park MGM

Las Vegas, i cocktail di moda nella “sin city” del Nevada

Las Vegas è una città sempre in fermento, in continuo rinnovamento e alla incessante ricerca di novità. A volte, sono novità che guardano al passato e sono ricche di classe, come un cocktail che riporta agli anni ’30.

In teoria, sarebbe New York “the city that doesn’t sleep”, ma non è che a Las Vegas ci si riposi sugli allori di una città famosissima che attrae visitatori come il miele. Anzi, Las Vegas è una realtà in continuo mutamento, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da proporre.

Le offerte, naturalmente, non mancano vista la quantità di hotel, resort, club, bar e lounge presenti in città. Tutte con le loro caratteristiche, il loro stile, la loro identità.

E se tanti vedono in Las Vegas l’apoteosi del colore, delle immagini chiassose, del divertimento a tutti i costi, non bisogna dimenticare che la città dà la possibilità di assaggiare cucine raffinate e particolari in ristoranti rinomati, di visitare musei, di fare shopping di lusso, insomma di trovare opportunità ben lontane dal solo gioco ai casinò.

Una delle novità più di classe di questo periodo riguarda l’evoluzione di Park MGM. The Park è un’area all’aperto che collega i resort New York-New York e Monte Carlo e la nuova arena T-Mobile. Qui ci sono ristoranti, bar e uno spazio per rilassarsi. Il parco si estende per più di sei acri ed è pensato per offrire ombra durante il giorno e luci alla sera (perché si sa, la notte di Las Vegas sfavilla).

L’angolo più di classe di The Park è la Juniper Cocktail Lounge, che ha il suo punto di forza nell’offerta di cocktail a cui viene aggiunto un twist contemporaneo e sorprendente, accompagnata da musica eclettica che crea un’atmosfera sofisticata.

I cocktail al momento più di moda alla Juniper Lounge sono Carnival, a base di gin, St. Germain e zucchero filato, No Judging con green chartreuse, ananas e menta, e A Little Birdie. Con questo cocktail si fa un salto indietro negli anni ’30, visto che è a base di vermouth che all’epoca era molto popolare e oggi è tornato di moda.

A Little Birdie: la ricetta

 

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