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IED a Parigi per il salone del tessile Première Vision

IED a Parigi per il salone del tessile Première Vision

L’ Istituto Europeo di Design (IED) partecipa a Première Vision, il salone del tessile che si terrà a Parigi dal 13 al 15 febbraio 2018

Gli studenti della scuola di Moda delle sedi IED di Milano, Roma, Torino e Como parteciperanno con 5 progetti che interpretano, tra gli altri, i concetti di modernità e ibridazione nella scelta dei materiali e nella destinazione d’uso del prodotto:

 

– MEMENTO MEI RUFUS
– TRAPPED IN A CROWD
– RHAPSODY IN BLUE
– ALLOTROPIC
– LUMINIFEROUS

 

 

 

PROGETTO: MEMENTO MEI RUFUS

Locuzione latina che significa Ricorda i miei capelli rossi. È un invito a prendersi cura dei gioielli, considerarli come parte integrante del proprio essere. Il parallelismo nasce dal fatto che il quarzo rutilato, una pietra con inclusioni aghiformi con cui sono fatti i gioielli, è anche chiamato “capelli di Venere”, perché le inclusioni della pietra ricordano proprio dei capelli.

PROGETTO: TRAPPED IN A CROWD

Il progetto prende ispirazione dalle sensazioni che si provano vivendo nelle grandi metropoli moderne:
traffico, senso di oppressione, mancanza d’aria e di libertà, cemento, grattacieli. Questi concetti sono ripresi nei gioielli attraverso le pietre utilizzate e la predominanza dell’uso delle catene, che rappresentano le oppressioni e restrizioni a cui sono soggetti uomini e animali nella vita odierna.

PROGETTO: RHAPSODY IN BLUE

La collezione è il risultato dello studio del cambiamento dello psicotipo dell’essere umano iniziato negli anni ’20 attraverso un linguaggio poco considerato, quello della musica. Il nome deriva dal pezzo del grande compositore Gershwin e dalla simbologia legata al colore blu. La chiave per comprendere l’uomo contemporaneo attraverso quello di un secolo fa: il tema dell’unisex, la solitudine e confusione, la follia e la profondità degli anni ’20. Il bianco e nero, come negli abiti dei musicisti di un’orchestra sinfonica o di una jazz band, come le note sulla carta di musica, si arricchiscono di un discreto tocco di blu.

PROGETTO: ALLOTROPIC

Il progetto Allotropic prende vita dall’interazione dei concetti di metamorfosi, polimorfismo, ibridismo.
L’allotropia (dal greco allos, altro, e tropos, modo) è una denominazione della chimica che si riferisce ad una sostanza che ha la proprietà di esistere in forme diverse, la cui varietà è dovuta ad una differente ibridazione chimico-fisica che rende peculiari le relative strutture cristalline del reticolo atomico.

Metamorfosi , nuova e poliedrica, che contempla deformazioni strutturali, nuove architetture corporee e
volumi plasmati su soggetti atti a divenire ibridi.

PROGETTO: LUMINIFEROUS

I gioielli sono una forma universale di ornamento fatti da conchiglie, pietre, ossa sopravvissute all’era preistorica.

In questa collezione, il designer ha cercato di riportare le forme e la luminosità dei gioielli in quella delle sue creazioni. Gli stili ripresi sono quelli del Futurismo, del Cubismo e dell’Orfismo. Il Futurismo enfatizza la velocità e l’immediatezza della tecnologia; il Cubismo ribalta la tradizionale tecnica della prospettiva e l’Orfismo riprende la figura mitologica di Orfeo richiamando i movimenti circolari ed onirici. Un insieme di materiali ibridi, spesso opposti per texture, pesi e colori. Dalla brillantezza del diamante, all’oscurità avvolgente del nero, dalla leggerezza velata del bianco, alle pietre dure e scure.

Una collezione ricca di contrasti, di ombre e di luci che ben rappresenta la necessità di essere sempre diversi restando, però, se stessi.

 

 

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