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Ermal Meta e Fabrizio Moro. Foto: Paolo De Francesco

Ermal Meta e Fabrizio Moro, le dichiarazioni dei vincitori del Festival

Le dichiarazioni a caldo di Ermal Meta e Fabrizio Moro, durante la conferenza stampa nella notte di sabato, dopo la vittoria al Festival di Sanremo

Non mi avete fatto niente” è la canzone vincitrice del Festival di Sanremo. Interpretata e scritta da Ermal Meta e Fabrizio Moro (con Andrea Febo, come è noto anche a causa del rischio di esclusione dalla gara che hanno corso), è un brano che è un inno alla vita.

Due i motivi di felicità per Ermal e Fabrizio, oltre alla gioia immensa per la vittoria: “Siamo contenti per quello che rappresenta la canzone e per il messaggio che porta”, spiega Ermal. E Fabrizio precisa: “E’ progetto che ha al centro il coraggio e la speranza, e portarlo qui ha significato dargli una grande possibilità di diffusione. Inoltre, da questo Festival ho un amico in più, Ermal. Abbiamo legato perché entrambi abbiamo superato ostacoli che la vita ci ha messo davanti”.

Inevitabile guardare alle polemiche sul brano sottoposto a controlli per verificare che fosse aderente al regolamento del Festival. E’ Ermal Meta a spiegare come si siano sentiti: “Ci siamo sentiti feriti e rattristati, soprattutto attaccati ingiustamente. Il rancore di certo non serve, è stato tutto chiarito come era doveroso fare. Adesso c’è solo tanta felicità”. Conferma Fabrizio Moro: “La gioia è talmente tanta che non lascia spazio ad altro”.

Al Festival ha vinto una canzone che parla di terrorismo, e anche altri brani hanno affrontato temi sociali. Per Fabrizio Moro scrivere in qualche modo di temi attuali non è una novità: “Personalmente ho cercato spesso di fare fotografie del contesto storico in cui stiamo vivendo”. Ermal Meta precisa che “La nostra in realtà è una canzone d’amore nei confronti dell’umanità in generale. La considerazione sull’attualità la capisco, e credo che probabilmente una canzone che tratta temi “diversi” tra virgolette a volte possa risultare più energica di altre. Non succede sempre, ma accade che certi testi abbiano più presa sulle persone. Stavolta è successo, ma non siamo venuti al Festival guardando i pronostici sulla vittoria”.

Infine, una considerazione su Ermal Meta come autore; sappiamo tutti delle sue origini albanesi, la domanda è su come le sue radici ne influenzino la scrittura: “Essere un uomo di frontiera è una caratteristica importante per i miei testi. Ci penso dopo aver scritto una canzone e ci vedo uno sguardo doppio, tanto è vero che alcuni pensieri a volte mi nascono in albanese. Alla fine, però, siamo tutti esseri umani”.

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