Villa Erba, le stanze di Luchino Visconti

Villa Erba, le stanze di Luchino Visconti sul Lago di Como

Un lago, un parco, una villa storica e un centro internazionale per esposizioni e congressi: il Centro Espositivo Villa Erba a Cernobbio è una struttura polivalente, conosciuta (ormai da 30 anni) per ospitare eventi di qualunque tipo, dalle fiere ai matrimoni

A Cernobbio, sul Lago di Como, Villa Erba è conosciuta da 30 anni per essere un centro espositivo, per fiere, convegni, feste private e matrimoni.

All’interno del parco sorgono il centro internazionale esposizioni e congressi – una costruzione in vetro e acciaio che si ispira al design delle vecchie serre lariane – e la storica dimora Villa Erba. Oltre agli eventi privati, sono numerose anche le occasioni aperte al pubblico, che permettono di visitare il parco, con i suoi alberi secolari e i lussureggianti giardini a filo d’acqua, e un angolo del lago di Como davvero suggestivo. Ma anche la dimora storica ha un passato e un fascino da scoprire.

Villa Erba e il cinema

La Villa storica, realizzata a fine ‘800, è stata la residenza di vacanza della famiglia Erba. Ogni stanza è un capolavoro del manierismo di inizio ‘900, denso di storia e di bellezza. Qui il grande regista Luchino Visconti trascorse molte estati: gli ambienti della villa ispirarono le scenografie di alcuni suoi celebri capolavori, come “Ludwing”.

Villa Erba è stata anche utilizzata come set da altri celebri registi, come Steven Soderbergh per “Ocean’s twelve” e Marleen Gorris per “La partita – La difesa di Luzhin”. In anni più recenti, ricordiamo tutti gli spot pubblicitari di Nespresso con protagonista George Clooney: la terrazza della pubblicità appartiene a Villa Erba.

Ma il vero e proprio cuore “cinematografico” di Villa Erba sono le stanze di Luchino Visconti, un percorso che fa rivivere a chi le visita il profondo legame fra il regista e la villa. Da bambino Luchino trascorse lunghe estati proprio qui, in compagnia dei fratelli e della madre. Echi dell’infanzia passata in queste stanze riaffiorano nei suoi film: ad esempio, nella sala del ballo in “Il gattopardo” e nella darsena della “Caduta degli dei”; arredi, spazi ed elementi decorativi vengono citati anche in “Morte a Venezia”. Nel 1972, Luchino Visconti scelse di ritirarsi nella Villa dove ultimò il montaggio di “Ludwig”. Il museo a lui dedicato, affascinante con i cartelloni dei vecchi film, è visitabile (in gruppo) su prenotazione.

 

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