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Google Arts & Culture presenta We wear culture

Google Arts & Culture presenta We wear culture

We wear culture è il nuovo progetto di Google Arts & Culture che racconta la storia dei vestiti che indossiamo

Pantaloni a zampa di elefante, un tubino nero, una gonna a ruota, un paio di bretelle. Ogni capo d’abbigliamento che occupa il nostro armadio racconta una storia che spesso è cominciata centinaia di anni fa. “We wear culture“, il nuovo progetto di Google Arts & Culture si propone di guidare il lettore alla scoperta delle storie che si nascondono dietro ad ogni vestito.

Più di 180 istituzioni culturali e della moda, scuole, archivi e altre organizzazioni provenienti da ogni parte del mondo, da New York a Londra, da Parigi a Tokyo, da San Paolo a Firenze e altre città, si sono riuniti per rendere consultabili tre millenni di moda su Google Arts & Culture. Da oggi è possibile navigare tra 30.000 oggetti e capi d’abbigliamento, passare in rassegna i cappelli per colore e tessuto o le scarpe in base al periodo storico.

450 è il numero delle mostre digitali disponibili, dall’antica Via della Seta allo stile feroce del movimento punk britannico, dall’evoluzione del denim e gli indumenti dei minatori fino all’high street e all’alta moda. Numerose poi le storie da scoprire, come quella che riguarda la diva brasiliana Carmen Miranda e la creazione delle famose scarpe con la zeppa negli anni ’30.

C’è anche la possibilità di incontrare icone e trendsetter fra cui Coco Chanel, Cristóbal Balenciaga, Yves Saint Laurent o Vivienne Westwood. Le storie di quattro capi iconici che hanno cambiato la storia della moda tornano in vita attraverso video in VR (realtà virtuale) disponibili su YouTube o accessibili con un visore per la realtà virtuale.

Produttori di bigiotteria, calzolai, produttori di uniformi, camiciai, gioiellieri, tintori, ricamatori di pizzo, produttori di borse e produttori di manichini tramandano il loro mestiere artigiano per generazioni per trasformare bozzetti di design e sartoria in abiti da indossare.
Le immagini ad altissima risoluzione, scattate da Google Art Camera, consentono di ammirare la loro arte con dettagli mai visti, come il famoso soprabito da sera di Elsa Schiaparelli, un disegno surrealista poi diventato abito. Per quanto riguarda racconti un po’ più lontani Google ci porta alla scoperta dell’Avani Society in India e della più grande collezione di costumi al mondo del Metropolitan Museum of Art’s Costume Institute Conservation Laboratory.
Italianissimo invece il racconto delle creazioni che Salvatore Ferragamo ha pensato per le più famose icone di Hollywood e quello che riguarda le sorelle Fontana, le tre sorelle che hanno scritto la storia della moda italiana.

Non poteva mancare uno strumento per l’analisi del presente. A questo proposito sul canale YouTube di Google Arts & Culture la popolarissima Ingrid Nilsen fornisce consigli e parametri per l’analisi del proprio look.

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