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Parte alla Statale di Milano il Corso di perfezionamento in “Public Branding”

Come governare identità, appartenenze, patrimonio simbolico

L’Università degli Studi di Milano ha attivato il corso di perfezionamento in Public Branding (80 ore di didattica) che avrà svolgimento dal 16 marzo al 10 giugno 2017. Il corso si svolge con la collaborazione tecnico-scientifica della Associazione Brand Milano che ha nella sua membership rilevanti soggetti della realtà economica, sociale, culturale e universitaria della Città.

Responsabili scientifici del corso sono Emanuela Scarpellini, professore ordinario di Storia contemporanea alla Statale, e già componente del Comitato Brand Milano, e Stefano Rolando, di ruolo presso l’Università IULM di Milano nell’area disciplinare di “Economia e gestione delle imprese” e con insegnamenti nel settore delle comunicazioni, nonché direttore della Associazione Brand Milano.

Nell’ambito dei due atenei è individuata una parte importante della titolarità dell’offerta didattica, aperta anche ad altri apporti. L’articolazione della didattica è prevista giovedì e venerdì pomeriggio (17.00-18.30) e sabato mattina per favorire la partecipazione di operatori professionali e di giovani laureati orientati al mercati del lavoro interessati a questa qualificazione

Gianluca Vago, Rettore dell’Università degli Studi di Milano e Presidente del Comitato scientifico della Associazione Brand Milano ha dichiarato: “Il Public Branding è materia di grande rilevanza per territori e amministrazioni che sentono l’impegno per l’attrattività come decisivo negli orientamenti competitivi. Era giusto partire da Milano – e dalle varie competenze che Milano esprime – per il carattere di laboratorio che la Città ha avuto in questi anni, anche grazie a Expo e altri eventi internazionali. La collaborazione con Associazione Brand Milano valorizza l’iniziativa, al servizio di una domanda di qualificazione professionale certamente sentita in tutta Italia”.

“Nelle pubbliche amministrazioni, nei sistemi associativi, nella riorganizzazione della collaborazione tra pubblico e privati a livello nazionale e locale – hanno sottolineato i coordinatori del programma – si va percependo la necessità di un presidio teorico e operativo nuovo e diverso su questa materia. Che richiede profili professionali molteplici e connessi, attualmente non sempre a disposizione. Mentre vari enti ridisegnano i loro modelli organizzativi tenendo conto di questi aspetti di necessario presidio. Ciò segnala un immediato problema formativo e la crescita di strumenti più adeguati di analisi e interpretazione dei fenomeni in atto, della casistica nazionale e internazionale e del cross disciplinare che si configura come parte di una strategia di governo sia dei processi di appartenenza che dei processi, rivolti all’esterno, di gestione della competitività e della attrattività”.  

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