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"Volevo solo andare a letto presto", il nuovo libro di Chiara Moscardelli

Intervista-Chiara Moscardelli, “Volevo solo andare a letto presto”

Agata Trambusti è una giovane donna un po’ nevrotica e ipocondriaca, il cui mondo quieto e (da lei) ipercontrollato, va in frantumi quando si scontra con un uomo misterioso durante un sopralluogo per la valutazione di alcuni quadri. Agata è la protagonista di “Volevo solo andare a letto presto”

 

Agata Trambusti è una giovane donna un po’ nevrotica e ipocondriaca, il cui mondo quieto e (da lei) ipercontrollato, va in frantumi quando si scontra con un uomo misterioso durante un sopralluogo per la valutazione di alcuni quadri.

Si ride con Chiara Moscardelli e la protagonista del suo nuovo libro, Agata Trambusti: ipocondriaca, appassionata di telenovelas brasiliane, lavora in una casa d’aste; è lei che ci accompagna tra le pagine di “Volevo solo andare a letto presto” (Giunti). Il suo mondo e il suo stile di vita (un po’ bloccato ma molto divertente da leggere) vanno in crisi e poi in frantumi quando Agata incontra Fabrizio Calcaterra.

In pratica, Agata viene rapita dalle emozioni, quelle che cercava di anestetizzare, e lo fa lasciandosi trascinare da una serie di eventi esilaranti e a volte anche ridicoli, che hanno a che fare con l’arte, i misteri, e certi personaggi che non sono quello che sembrano. Insomma, a un certo punto Agata ci sta, a questo gioco, e decide di giocarlo.

Chiara Moscardelli racconta “Volevo solo andare a letto presto”

Chiara Moscardelli con il suo romanzo d’esordio, “Volevo essere una gatta morta”, ha riscosso un grande successo di pubblico; il libro è diventato in breve un fenomeno di culto sul web. Le figure femminili che racconta nei suoi romanzi sono accattivanti, in alcuni tratti e pensieri ci si immedesima con facilità.

Viene da chiedersi quanto dell’autrice ci sia in Agata, e la risposta è che, di libro in libro, i tratti dei personaggi si sono evoluti: “Agata è la più lontana da me, per la ‘gatta morta’ la protagonista mi somigliava molto. Con la Trambusti mi accomuna il fatto che a 25 anni anche io ho lavorato in una casa d’aste. Anche lei, come me, va da uno psicologo”.

Il racconto si snoda attorno a un intrigo: “Sapevo che avrei voluto sviluppare la trama partendo da una casa d’aste e da un mistero. I gialli sono la mia passione”, spiega Chiara Moscardelli. “Per me sceneggiature come Caccia al ladro di Hitchock sono letteratura. In questo mio libro il giallo serve per arrivare al rosa, quindi alla storia romantica, qualcosa che ad Agata fa paura ma a cui poi sceglie di aprirsi”. Perchè “La Trambusti è una donna bloccata, deve intervenire un fatto esterno che la farà reagire allo stallo”.

Questo fatto esterno scatena un intreccio di situazioni divertenti, in cui l’ironia e l’autoironia “Sono ingredienti fondamentali, perchè nella vita ridere serve”. Con “Volevo solo andare a letto” lo facciamo, in compagnia di un’Agata a cui non si può che augurare il meglio finita l’ultima pagina del libro.

 

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