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Fibrosi cistica: uno studio dell’Ateneo di Parma su “The Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism”

È stato pubblicato sulla rivista “The Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism” uno studio sulla fibrosi cistica realizzato da ricercatori dell’Università di Parma appartenenti al Dipartimento di Bioscienze (Nelson Marmiroli, Mariolina Gullì), al Centro Universitario di Odontoiatria (Arianna Smerieri) e al Centro Interdipartimentale di Medicina dello Sport e dell’Esercizio Fisico (Sergio Bernasconi), da ricercatori dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma appartenenti alla Clinica Pediatrica (Giovanna Pisi e Luisa Montanini), e da ricercatori della Struttura Complessa di Pediatria dell’Arcispedale Santa Maria Nuova-IRCCS di Reggio Emilia (Francesca Cirillo, Chiara Sartori, Sergio Amarri e Maria Elisabeth Street).

La fibrosi cistica è una malattia genetica recessiva tra le più frequenti nella popolazione caucasica con una frequenza stimata in uno ogni 3500-4500 neonati. La malattia è causata da mutazioni in un gene che codifica per la proteina transmembrana detta CFTR che è un regolatore della conduttanza. Anche se CFTR agisce principalmente come canale del cloro, essa esercita diversi ruoli nel controllo della omeostasi di ioni e di altri metaboliti.

La fibrosi cistica è ereditata come carattere recessivo, con più di 1500 mutazioni note ed è caratterizzata da una grande variabilità inter e intra-familiare testimoniata dal fatto che individui con lo stesso genotipo possono mostrare diversi fenotipi. Pertanto, si pensa che il fenotipo clinico non sia dovuto solo alla presenza di mutazioni a carico del CFTR ma anche ad altri fattori genetici e ambientali che sono in grado di modulare la gravità della malattia. Le complicanze sono sempre più frequenti e tra queste riveste grande importanza il diabete legato alla fibrosi cistica (CFRD) di cui ancora molti aspetti sono sconosciuti.

La ricerca si è focalizzata sullo studio di meccanismi epigenetici coinvolti nella determinazione della variabilità di manifestazione del diabete legato alla FC (CFRD), analizzando l’espressione di miRNA sia in colture cellulari recanti le mutazioni più comuni nel gene CFTR, sia in pazienti opportunamente selezionati per tipo di mutazione, fascia di età e sesso.

I miRNA sono corte molecole di RNA che esercitano un ruolo regolativo post-trascrizionale e sono studiati per il loro ruolo nel regolare lo sviluppo e il differenziamento delle cellule tumorali, ma recentemente si è riconosciuto il loro ruolo nel regolare diversi aspetti del metabolismo umano.

I dati ottenuti hanno per la prima volta evidenziato cambiamenti significativi dell’espressione di un gruppo di miRNA in relazione all’età dei pazienti, al loro genotipo, alla tolleranza glucidica ed in relazione alla comparsa del CFRD. Quest’ultimo aspetto è di grande importanza per la comprensione del ruolo dei miRNA nel regolare il metabolismo del glucosio e potrebbe spiegare anche la variabilità fenotipica osservata nella manifestazione del diabete legato alla Fibrosi Cistica. Inoltre è stato possibile verificare che anche il fattore età ha un ruolo molto importante, mettendo in evidenza l’importanza di studiare in modo più mirato diverse fasi della vita.

Un altro aspetto ha riguardato il ruolo del gene FOXO-1 come essenziale nell’instaurarsi delle forme di Diabete correlate alla Fibrosi Cistica, in quanto i miRNA studiati sono risultati tutti in grado di esercitare un controllo epigenetico sull’espressione di FOXO-1. Alterazioni specifiche di FOXO-1 in questa condizione erano state precedentemente descritte da M.E. Street e collaboratori. Questo tipo di ricerca si inserisce in un più ampio contesto relativo alla comprensione dei meccanismi epigenetici e ambientali di controllo dell’espressione di geni implicati in malattie umane al fine di individuare dei markers diagnostici e prognostici.

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