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X Factor 10, su Sky Uno da giovedì 15 settembre. Le interviste

X Factor riparte con la nuova edizione, sempre alla ricerca del vero talento. Come sarà la nuova giuria? Ecco le interviste con i protagonisti (giudici)

 

Passano le edizioni ma X Factor non perde il suo fascino. Il talent show, come sempre condotto dal brillante Alessandro Cattelan (anzi, brillante come non mai), riparte alla ricerca del talento musicale più vero e puro. Giovedì 15 settembre alle 21.15 su Sky Uno HD (e il venerdì in chiaro su TV8) si accederanno le luci su X Factor 10.

In tv vedremo il 15, 22 e 29 settembre le audizioni, il 6 e 13 ottobre i Bootcamp, il 20 ottobre l’Home Visit e infine i Live in diretta dal 27 ottobre. Anche quest’anno tornano “Mara Dixit”, divertentissima rubrica con i commenti da dietro le quinte di Mara Maionchi, e la striscia quotidiana “X Factor Daily”, ancora una volta in compagnia di Aurora Ramazzotti (andrà in onda prima della partenza dei live, dal 21 ottobre).

Giudici Fedez, Arisa, Alvaro Soler e Manuel Agnelli. Cioè rap, pop italiano, pop internazionale, rock indipendente: evviva la varietà della musica.

X Factor 10: le interviste con i giudici

Arisa, la giudice passionale. È rimasto qualcosa di incompiuto che ti ha spinto a tornare a X Factor?

Di incompiuto è rimasto che non ho mai vinto, e per una volta mi piacerebbe riuscirci per vedere cosa succede.

Cos’hai trovato di diverso quest’anno?

I giudici sono diversi! Non lo so ancora che cosa mi aspetta. I miei compagni di avventura sono molto professionali, parlano di lavoro. Per me invece X Factor è più un’esperienza, come del resto lo è sempre stato: mi assorbe molto, ma mi dà tanto. Questi ragazzi diventano un po’ parte della mia famiglia, ci penso, li penso… è tutta estate che ragiono su di loro.

Sei l’unica donna al tavolo dei giudici.

Questo crea degli svantaggi. Di base mi trovo bene con le altre donne, costruisco rapporti così profondi che alla fine litighiamo. Invece gli uomini non li ho mai capiti e ancora non li capisco. Gli uomini sono le nuove donne e le donne sono i nuovi uomini, che fregatura.

Cosa ti riprometti di fare in questa edizione?

Dovrò cercare di non arrabbiarmi, e devo cavarmela con politically correct – che non ho.

Che giudice sarai?

Io credo che chi apparentemente non ha l’x factor potenzialmente è quello che poi lo tira fuori. Sono stanca di vocine perfette, mi piacciono i freak. Io sono un po’ freak, l’umanità vera sta nei freak. Vasco non è freak? E non è la più grande rock star che abbiamo? L’originalità cattura, è un vissuto, incanta. Ho fatto delle scelte, qui a X Factor, che vanno in questa direzione. Ad esempio, mi ha colpita molto un rapper, Lorenzo. Cantava – ripiegato su se stesso – una sorta di confessione su vita una vita amara e sulla ricerca di una possibilità. Io ho insistito per dargliela, questa possibilità, per far capire ai ragazzi che guardano X Factor che le cose possono cambiare. Sarò libera, come giudice. Perchè io ho scelto la libertà, di espressione, di movimento, di vestirmi come voglio.

Manuel Agnelli, il rocker. Ti stai divertendo?

Sì. A me la serietà diverte, non rido alle battute sceme e nelle situazioni grottesche. Questa produzione è una bomba, mi diverto, imparo, trovo stimoli continui.

Il tavolo dei giudici funziona?

Funzioniamo insieme perché siamo diversi nel modo di intendere la musica, ma siamo tutte persone intelligenti e crediamo che diversità sia una risorsa. Io, probabilmente per questioni di età, mi rapporto meglio con chi la pensa diversamente da me: non ho più la foga di affermare me stesso, mi è più facile stare zitto.

Complicità con…?
Alta con Fedez.

Gli altri giudici?

Alvaro è adorabile e intelligente, invidio quella sua sonorità che io non ho mai avuto. Arisa è imprevedibile e questa sua caratteristica è fondamentale perchè il tavolo dei giudici non può ripetersi e diventare noioso.

Un’ultima parola su chi critica la tua presenza in un talent show.

Si è aperto uno spazio e ho colto l’occasione di esserci per dire quello che voglio dire.

Che tipo di canzoni pensi di scegliere per la tua squadra?

Io porto la mia visione della musica, altrimenti sarei inutile. Quello che mi rappresenta nella musica italiana non c’è – a parte il cantautorato colto, che però è già stato proposto a X Factor. Quelle che piacciono a me sono cose non televisive, se le portassi in tv sarebbe già una vittoria. Canzoni in italiano? Sarebbe molto complicato.

Fedez, la conferma. Con quale stato d’animo torni a fare il giudice?

Sono molto orgoglioso di fare X Factor. Questo è un tavolo che non è per tutti, e poi è la trasmissione più bella che ci sia: fa musica senza buttarsi al ribasso. Mi diverto molto a farlo, ma è un impegno che sfianca; quando registriamo le audizioni le giornate sono infinite.

Differenze con le passate edizioni?

Quest’anno non ho lo stress delle altre volte, non ho l’ansia da prestazione e mi sento parte di una famiglia.

Com’è l’alchimia con gli altri giudici?

Con Manuel ho tanta affinità. Il clima in generale è molto sereno; con Arisa ogni tanto ho avuto qualche attrito, ma per motivi davvero futili. Altre edizioni sono state più elettriche da questo punto di vista. Ho cercato di dare dei consigli ai giudici nuovi perché il tavolo della giuria deve funzionare e penso sia giusto dar loro una mano, per favorire l’alchimia complessiva e la resa televisiva del programma.

Qualche anticipazione sui talenti che vedremo?

Ci sono stati tanti colpi di scena, per me è stato difficile fare delle scelte perchè i ragazzi mi spiazzavano: facevano performance con picchi altissimi alternate ad altre veramente povere. A quel tavolo devi valutare non solo la voce ma anche le fragilità emotive, che a volte sono troppe. Detto questo, continuano ad arrivare talenti bravissimi. Com’è possibile che ce ne siano ancora in giro dopo 10 anni di X Factor? (ride, nda).

Che tipo di talento cerchi?

Io non cerco, valuto quello che mi arriva. La mia squadra è eterogenea, anche con cantanti che propongono stili che non mi piacciono – ma l’importante è che siano bravi e abbiano talento.

Cos’è per te il talento?

Una cosa che non si può definire; porta emozioni che non si possono descrivere.

E il successo?

Quello arriva quando si sa lavorare bene.

Alvaro Soler, la new entry. Primo impatto?

Con Milano bellissimo, dico ai miei amici che sto facendo l’Erasmus che non ho mai fatto! Ma devo ancora trovare un appartamento e viverci davvero per farmi un’idea. Con X Factor, fantastico. Non credevo di divertirmi tanto.

Come sono gli altri giudici?

Siamo molto diversi l’uno dall’altro ma abbiamo tutti lo stesso obiettivo. Io cerco qualcuno che sappia comunicare qualcosa col suo talento, che mi faccia venire la pelle d’oca.

Hai già pensato a quali canzoni farai interpretare ai tuoi concorrenti?

Tempo fa ero in una band rap e r&b con mio fratello, mi piace la musica in generale. Aascolto anche molta musica italiana, certo. Il bello di vivere in un paese straniero è che conosci persone e artisti nuovi.

Arrivi a X Factor come il cantante internazionale dai grandi successi, l’ultimo è “Sofia”…

Le canzoni prendono strade imprevedibili, non c’è la ricetta sicura per la hit di successo. Con El mismo sol, ad esempio, le cose sono successe molto in fretta. In Spagna mi dicevano che la mia canzone non interessava, in Italia è letteralmente esplosa. La versione con Jennifer Lopez, invece, andava bene anche per la Spagna: cantata in inglese, non in spagnolo (ride, nda).

Che tipo di giudice sarai?

Cerco di essere giusto e obiettivo, per aiutare chi arriva ai provini. Se non sai cantare e te lo dico, lo faccio solo per darti una mano. È difficile dire a persone carine e che si impegnano che non sanno cantare, soprattutto quando senti dei superarroganti (l’atteggiamento conta) che cantano molto bene e di talento ne hanno da vendere.

Come ti trovi con gli altri giudici?

Con Manuel molto bene, soprattutto credo di essere in sintonia con lui per la sua cultura internazionale. Ma mi trovo bene con tutti. Con Fedez abbiamo gusti simili per motivi anagrafici, Arisa bilancia le scelte con il suo punto di vista femminile.

 

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