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MasterChef Italia 5

MasterChef Italia 5, intervista ai giudici

 

MasterChef Italia 5, si riparte dal 17 dicembre su Sky Uno HD alle 21.10. In giuria Bruno Barbieri, Carlo Cracco, Joe Bastianich e la new entry Antonino Cannavacciuolo, da sempre dichiarato fan del programma. I fornelli resteranno accesi per 12 serate. L’intervista ai giudici

 

MasterChef Italia 5, appuntamento su Sky Uno HD con il talent show culinario che non è solo ottima tv ma è anche diventato un fenomeno di costume: secondo l’analisi di Coldiretti Giovani Impresa sulle scuole secondarie di secondo grado, nell’anno scolastico 2015/2016 si è assistito a un soprasso storico, con 46mila iscrizioni agli istituti per l’enogasatronomia e l’ospitalità alberghiera contro i 42mila iscritti ad altri istituti tecnici. In più, da un’analisti Coldiretti/Censis emerge anche che un giovane su quattro tra i 18 e i 34 anni si gratifica ai fornelli. Si leggono ricette, si acquistano libri di enogastronomia, ci si affida ai consigli di chef celebri e si seguono programmi televisivi di cucina. Ed eccoci a MasterChef, successo tv che ha portato alle selezioni oltre 18mila aspiranti cuochi per 20 grembiuli disponibili. Adesso ci siamo, il 17 dicembre alle 21.10 vedremo la nuova edizione di MasterChef Italia.

MasterChef Italia 5, l’intervista ai giudici

Antonino Cannavacciuolo, come ti sei trovato a entrare in un gruppo di giudici già rodato?
Benissimo. Conosco Carlo e Bruno da 20 anni, finalmente riesco a collaborare con questi due mostri (risate, nda), e poi mi sono divertito a fare il programma. Di Joe cosa posso dire? Del Posto (uno dei ristoranti di Bastianich New York, nda) rappresenta l’apice della ristorazione americana.

Insomma, sei soddisfatto dell’avventura.
Senza dubbio. Di solito si prende una persona quando un programma va male per cercare di rivitalizzarlo, questo invece è uno show di grande successo ed essere entrato a farne parte è per me motivo di grande soddisfazione.

E per quanto riguarda altri impegni televisivi?
Continuerò a fare Cucine da incubo.

Joe Bastianich, come hai trovato gli aspiranti chef di quest’edizione?
Si sono presentati un paio di ragazzi del mestiere quest’anno, e penso sia una cosa bella.

Come si differenzia la versione italiana di MasterChef da quella americana?
Ho fatto 11 edizioni di MasterChef USA e questa italiana è la quinta. MasterChef Italia si distingue dalle altre perché si riescono a raccontare le storie delle persone, che con il cibo possono cambiare le loro vite. Sono racconti veri, emozionanti, che avvicinano al pubblico. La versione americana fa più spettacolo, ha i suoi pregi ma è una cosa diversa.

Chi cucina a casa tua?
A casa mia non cucina nessuno. Andiamo a mangiare dalla nonna (Lidia, chef, nda). Non c’è nessun aspirante cuoco in famiglia.

Carlo Cracco, MasterChef è un fenomeno di costume con un grande seguito anche sui social (a proposito, #MasterChefIt): come vivi questa dimensione dello show?
I social ci sono, sono importanti e bisogna seguirli, ma io personalmente non lo faccio. Al contrario di Bruno che è sempre lì. Ma cosa fai, scatti una foto a me? (rivolto a Barbieri, nda).

Come sono gli equilibri della giuria quest’anno?
Ho ceduto lo scettro ad Antonino, essendo lui più giovane. Non sarà bellissimo ma è figo (ride, nda).

Bruno Barbieri, com’è stata questa ennesima esperienza a MasterChef?
Tra 150 candidati (tantissimi!) abbiamo visto ovviamente gente brava, ma anche gente con un sacco di stranezze. Io mi sono molto divertito.

Siete in quattro in giuria: se siete due a favore e due contro un aspirante chef cosa succede?
Due sì due no, vai a casa. Ogni tanto c’è anche un pari e dispari (ride, nda).

Adesso che c’è anche Antonino, è cambiato qualcosa negli equilibri della giuria?
No, la dinamica non è cambiata. Solo adesso dobbiamo andare subito al sodo con i giudizi, perché c’è un po’ meno tempo.

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