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Dalla Bocconi 30 milioni l’anno per la mobilità sociale

Il rettore Andrea Sironi all’inaugurazione dell’anno accademico: Più investimenti in borse di studio e agevolazioni per garantire l’accesso agli studi ai più meritevoli, anche se meno abbienti

La mancanza di mobilità sociale è uno dei grandi problemi che affliggono l’Italia, ha sostenuto il rettore dell’Università Bocconi, Andrea Sironi, nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico 2015/2016, e l’Ateneo si impegna a promuoverla aumentando i propri investimenti per borse di studio e agevolazioni dagli attuali 25 milioni di euro l’anno a 30 milioni entro il 2020.

In Italia, ha ricordato Sironi, solo il 12,5% dei giovani appartenenti ai ceti meno abbienti raggiunge la laurea, contro più del 40% dei giovani del ceto medio, e sia le scelte di formazione sia la probabilità di abbandono degli studi sono significativamente correlate con la situazione economica della famiglia, mentre in altri paesi il fattore condizionante sembra essere il livello di istruzione dei genitori. “Ne consegue un forte indebolimento del principio di uguaglianza delle opportunità”, ha detto il rettore.

Così, dal 2003 al 2014, le immatricolazioni in Italia si sono ridotte di oltre il 21% e il numero dei diplomati che in Italia proseguono gli studi è sensibilmente più basso che nel resto dei paesi sviluppati: meno di 50 su 100, rispetto a 55 in Germania e Spagna, 70 nel Regno Unito e 80 negli Stati Uniti. Nel 2013 la percentuale di laureati nella fascia 30-34 anni di età era pari al 22,5%, ben al di sotto della media dell’Unione europea, pari al 37,1%, e assai lontano dall’obiettivo del 40% fissato da Europa 2020. Guardando invece alla popolazione attiva (25-64 anni), i laureati erano pari al 16,3% in Italia, a fronte del 28,5% in Germania, del 32,1% in Francia e del 41,9% nel Regno Unito.

“Il diritto allo studio, per come è configurato attualmente”, ha denunciato Sironi, “presenta effetti distorti: non premia sufficientemente il merito ed è particolarmente vulnerabile a fenomeni di evasione ed elusione fiscale. Queste distorsioni rendono l’università poco accessibile per i meno abbienti e ingiustificatamente generosa per i più benestanti, ne indeboliscono la capacità di attrarre talenti e non favoriscono la percezione del valore della formazione universitaria e del ritorno sull’investimento ad essa associato”.

Offrire maggiori opportunità di laurearsi ai meritevoli significa aumentare la loro possibilità di lavorare (nei paesi Ocse il tasso di occupazione dei laureati supera di 20 punti percentuali quello dei diplomati) e di conseguire redditi più elevati (sempre nei paesi Ocse, i laureati guadagnano il 59% in più dei diplomati).

La Bocconi ha deciso di aumentare gli investimenti in borse di studio e agevolazioni destinate a supportare giovani ad alto potenziale ma svantaggiati dal punto di vista economico, facendone uno dei 12 obiettivi del nuovo Piano Bocconi 2020. “Negli scorsi anni”, ha dichiarato il rettore, “i fondi complessivamente destinati a questo scopo sono cresciuti fino agli attuali 25 milioni, che intendiamo aumentare nei prossimi anni arrivando a 30 milioni nel 2020”.

Il programma simbolo di questo rinnovato impegno è Una scelta possibile. L’iniziativa è diretta a studenti delle scuole superiori che abbiano dimostrato impegno e ottenuto buoni risultati, ma con una situazione familiare che impedirebbe l’accesso agli studi universitari. A questi la Bocconi offre la possibilità di fruire di un pacchetto di agevolazioni che include l’esenzione totale dal pagamento dei contributi accademici incrementato, in relazione all’entità della difficoltà economica del nucleo famigliare, con uno o più dei seguenti benefici: alloggio gratuito in una delle residenze dell’Università; pacchetto mensa gratuito; borsa di studio di 4.000 euro. Nei primi tre anni pilota del programma i beneficiari totali sono stati 25, l’obiettivo è di inserire 20 nuovi beneficiari l’anno.

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