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Cesare Cremonini: intervista e live report del concerto di Milano

 

Quattro sold out in un anno a Milano per Cesare Cremonini e il suo “Più che logico tour”, chiamato così “Perché sapevo sarebbe diventato il fratello maggiore del bellissimo spettacolo dell’anno scorso”. Intervista e live report del concerto

 

Le novità di questo tour sono “Un nuovo palco, ancora più imponente e articolato, poi canzoni come “Maggese”, “Le tue parole fanno male”, “Gli uomini e le donne sono uguali”, che non sono state eseguite dal vivo per anni e sono riscoperte bellissime”. In più ci sono brani (successi) nuovi come “Lost in the weekend”, che “esprime la voglia di raccontare un mondo esterno a me che mi diverte”.

La scaletta del live di Cesare Cremonini si apre proprio con “Lost in the weekend”, una partenza a 100 all’ora, uno dei momenti più festaioli insieme a “Greygoose” e “50 special” (epoca Lunapop, amatissima dal pubblico: dici coro da stadio? Ecco). “Questo spettacolo è un gol da centrocampo, una cosa difficile da fare. Per questo mi dà grande soddisfazione. A solo un anno di distanza da un tour bellissimo c’era il rischio di ripetermi. Mi sono impegnato, e ci siamo impegnati, per fare qualcosa di diverso da dare a chi viene a vedermi. Non volevo un pareggio ma una vittoria, volevo molto di più”.

Cesare snocciola una carrellata di singoli in due ore di concerto, un continuo cambio di ritmo: “Ci sono alcune canzoni in chiave jazz perché sono un po’ matto e ho voluto creare un ambiente intimo in un palasport gigantesco. Perché a Bologna il jazz è stato importante, e sul palco racconto anche il posto da dove vengo, l’Emilia, piena di musica”. Operazione riuscita. Anzi, riuscitissima.

C’è un aspetto a cui Cremonini tiene molto, ed è il nuovo palco con i suoi grandi schermi: ha ragione, sono un ingrediente fondamentale del concerto, un gioco di immagini e luci che aiuta a creare un clima alternativamente da party o intimo: “Questo è uno spettacolo che resta comunque musicale, nonostante gli schermi, il palco e tutto il resto. Non è una maschera perché manca qualcos’altro. Il mio ruolo è di intrattenitore, cantante, showman molto energico”.

Energia, sì: “Offro la mia fisicità come elemento di spettacolo. Mi nutro dell’entusiasmo del pubblico, ne sono dopato e sul palco non sento fatica. Nei concerti libero un’energia che nella quotidianità non ho”. A chi gli chiede come si prepari fisicamente per un tour, Cesare risponde: “Ti sembro uno così in forma? Devo limitare la mia ingordigia di vita per rispetto verso il pubblico. Oltre un certo livello di impresentabilità te lo farebbero notare (ride, nda)”. Cesare, comunque, regge benissimo: balla, corre, cambia tre o quattro giacche, suona la chitarra e il pianoforte. Insomma, il palco se lo conquista e lo tiene in pugno, entra in empatia col pubblico, ci gioca e chi scherza.

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Ma il concerto non è solo energia e forza: “Mi rilasso quando canto le canzoni al pianoforte (ad esempio “Figlio di un re”, nda) e tutto il pubblico canta con me: in quell’attimo ti sfiora l’incredulità, hai un secondo di pausa per vedere questa cosa meravigliosa. Mi chiedo come sia possibile tutto questo, perché erano le cose che sognavo da piccolo e adesso le vivo. Sono solo frammenti di pensiero, non ho tutto questo tempo… ma capita”.

Cesare Cremonini: arriva il cofanetto

Appena finirà il tour, arriverà sul mercato un Cofanetto limited edition (27 novembre) “Con tutto quello che è successo quest’anno, foto inedite autografate, dei booklet da collezione che mostrano il lato musicale ma anche estetico del lavoro che abbiamo fatto, ci sono “Logico”, “Più che logico live”, gli inediti di “Più che logico live”, tutti in dischi separati. Questo cofanetto è la dimostrazione che tutto intorno a me va bene, che c’è una bellissima fiducia nei miei confronti. Si chiude un po’ il cerchio di questo progetto”.

E poi? “La mia intenzione è di fermarmi per davvero per un paio di anni perché voglio che il prossimo disco sia il più bello della mia vita, quindi fermarmi vuol dire mettermi a scrivere. È necessario anche che io viva per scrivere. L’avversario per il futuro sono io stesso. Ho canzoni che passano in radio, un pubblico affezionato, il live: devo fare sempre meglio”.

Viene logico chiedere quale sia il suo rapporto con il passato: “Una cosa la so fare. Un tempo l’horror vacui aveva presa su di me, ho fatto molti dischi in poco tempo. Adesso sono più consapevole dei miei mezzi, sono più maturo e ho una grande squadra con me, che mi guida, mi aiuta a scegliere, a scrivere e arrangiare le canzoni che faccio, che rende visibili le cose che immagino. Per quanto riguarda le canzoni del mio passato (“PadreMadre”, da “Bagus”, è molto amata, nda), ogni fase ha avuto la sua caratteristica ma per me sono tutte vere”.

Cosa farai finito il tour?
“Non ne ho idea. Non scelgo, scopro, quindi scoprirò delle cose”.

Ultima canzone dello show, “Un giorno migliore”. Chi andrà stasera a vedere Cesare Cremonini a Milano, vedrà un bello spettacolo. E così chi parteciperà alle ultime date del tour:

17 novembre Montichiari (Brescia) – PalaGeorge

19 novembre Padova – Palafabris

21 novembre Conegliano (Treviso) – Zoppas Arena

22 novembre Trieste – PalaTrieste

24 novembre Verona – Palasport

Nota a parte sull’ultimo caso nato sul web: Gianni Morandi e il social media manager. “Ve lo dico io, Gianni Morandi fa tutto in casa, lo conosco e lo vedo all’opera. Ho avuto la fortuna di essere fotografato da Anna (moglie di Gianni, nda), non ha un social media manager. Il mio rapporto con internet? Siamo tutti un po’ vanitosi e deboli da questo punto di vista. Penso che in qualche modo siamo anche tutti consapevoli di questo. Voglio rimanere illuso che chi scrive sui social sia sempre e davvero lui”.

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