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UniTrento: in palio 25 mila euro per la crescita professionale di giovani talenti

Candidature aperte fino al 30 novembre per concorrere all’assegnazione della borsa di studio Claudio Demattè 2015

Venticinque mila euro per giovani talenti. Torna anche quest’anno il bando per l’assegnazione della borsa di studio Claudio Demattè 2015, arrivato alla sua X edizione. L’iniziativa trae origine dalla volontà del comitato “Amici di Claudio Demattè “di arricchire il percorso formativo e favorire la crescita professionale di studenti e neolaureati promettenti, in linea con l’insegnamento morale e il forte legame con la propria terra che hanno caratterizzato l’impegno intellettuale di Claudio Dematté.

La borsa di studio in memoria del professore è il risultato di una partecipata raccolta di fondi, che vede tra i suoi principali finanziatori la Fondazione Trentino Università e l’Università di Trento. Obiettivo: incentivare percorsi di studio e progetti di ricerca all’estero o presso l’Università Bocconi di Milano.

Un’opportunità unica per laureandi, laureati da non oltre 12 mesi, o dottorandi – di qualsiasi area disciplinare – dell’Università di Trento o laureandi, laureati o dottorandi presso altro ateneo italiano o straniero purché residenti in Trentino.

Le esperienze di approfondimento potranno riguardare tematiche provenienti da tutte le aree scientifiche purché presentino al loro interno una declinazione di carattere economico, manageriale e aziendalistico.

Verrà data priorità ai progetti di ricerca riconducibili ad alcuni temi chiave individuati dalla commissione di selezione: imprenditorialità, innovazione, social care, internazionalizzazione, coesione sociale, sostenibilità ed energie rinnovabili.

I giovani interessati a partecipare dovranno presentare la propria domanda e il progetto di ricerca, secondo le modalità prevista dal regolamento, entro il 30 novembre 2015, indicando oltre agli obiettivi, anche la durata del soggiorno e l’area geografica di destinazione.

La scorsa edizione ha visto vincitrice Sara Tonini (dottoranda in Local Development and Global Dynamics all’Università di Trento) che ha presentato un progetto di ricerca sulla trasmissione della fiducia tra generazioni di migranti e la costruzione di una coesione sociale (“Building social cohesion: the transmission of trust through migrant generations”). Mentre un prestito di fiducia con garanzia della Fondazione Trentino è stato riconosciuto a Enrico Fiorentini (studente di dottorato presso la Scuola di Studi Internazionali di Trento) per la validità del suo progetto “Breaking the impasse in global governance: towards experimentalist security governance?”, sulle problematiche derivanti da rischio nucleare nel mondo.

Nel corso degli anni numerosi il premio è andato a Simone Marino, allora laureando in Sociologia, e a Stefano Scuratti per il quale la borsa di studio conseguita dopo la laurea alla Scuola di Studi Internazionali si è rivelata un trampolino di lancio che lo ha portato ora a lavorare a Londra per l’Economist.

Ma anche le scienze biologiche e le nanotecnologie possono declinarsi in oggetto di ricerca degna di riconoscimento. Il 2011 vide infatti vincitore Massimo Clamer, al tempo dottorando in Scienze biomolecolari, che presentò un progetto di ricerca sul sequenziamento del Rna.

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