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La riforma della Scuola ora è legge

Il ddl “La Buona Scuola” è diventato legge dopo il voto favorevole della Camera. Il provvedimento prevede meritocrazia, 100mila assunzioni e più autonomia

Nonostante le proteste arrivate da più parti, il ddl “La Buona Scuola” ora è diventato legge. Dopo l’ok del Senato, ieri anche la Camera ha approvato il decreto legge con 277 voti favorevoli, 173 contrari e 4 astenuti. Fuori da Montecitorio i sindacati e i docenti hanno espresso con forza la loro contrarietà al provvedimento mentre su Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi scrive: “Centomila assunzioni, più merito, più autonomia. #labuonascuola è legge“.

La riforma della Scuola in 12 punti

Il Miur ha riunito in 12 punti le principali novità dell’ormai ex ddl “La Buona Scuola”. Il provvedimento prevede lo stanziamento di 3 miliardi di euro in più all’anno per istruzione, assunzioni, ampliamento dell’offerta formativa e rafforzamento dell’autonomia scolastica e 100 milioni di euro all’anno per l’alternanza scuola-lavoro. Inoltre, sono previste 100mila assunzioni per coprire le cattedre rimaste vuote con un bando di selezione che sarà organizzato entro il 1 dicembre prossimo. Infine, sarà dato maggiore potere decisionale ai presidi e sono state stabilite nuove regole per favorire la meritocrazia fra i docenti.

Le reazioni al voto

L’approvazione de “La Buona Scuola” non è stata priva di proteste. Durante la discussione i deputati di Sel e Lega Nord hanno esposto cartelli di protesta contro il ddl. I secondi, in particolare, hanno mostrato scritte come “giù le mani dai bambini” e critiche nei confronti della teoria gender nelle scuole. Anche il Movimento 5 Stelle si è detto contrario al provvedimento. Alla conclusione dell’intervento del deputato Gianluca Vacca, gli esponenti del M5S hanno letto tutti insieme ad alta voce l’articolo 3 della Costituzione. Vacca ha continuato accusando la maggioranza di creare una scuola in cui “la corruzione trova terreno fertile” e dove “ci saranno le scuole da ricchi e per tutti gli altri briciole“.

Di tutt’altro avviso il ministro dell’istruzione Stefania Giannini, che ha sottolineato come per la prima volta da anni l’anno scolastico inizierà nelle date stabilite. “Da settembre nelle aule italiane si verificherà un cambiamento rivoluzionario.  – ha commentato il sottosegretario all’Istruzione, Davide FaraoneAvremo istituti veramente autonomi grazie all’investimento di risorse economiche e professionaliAndiamo avanti per il futuro dei nostri ragazzi. Che poi è anche il nostro“.

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