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Foto: Peter Lindbergh

5 motivi per amare Mika e il suo nuovo album

5 motivi per amare Mika e “No place in heaven”, il suo nuovo album. La nostra intervista

 

Mika sta per pubblicare il nuovo disco, “No place in heaven”, il 15 giugno in digitale, il 16 in formato cd (leggi la nostra ultima intervista a Mika, e anche quello che ci ha raccontato alla presentazione di X Factor). Ed è adorabile, come sempre.

 

È tornato, serve altro?

“Il nervosismo che mi prende è sempre uguale. Alla pubblicazione di ogni disco arriva anche un po’ di malinconia, perché lascio andare qualcosa che fino a quel momento è stata solo mia. “No place in heaven” è un disco molto intenso, ma non molto lavorato; è un album più trasparente e personale dei precedenti, in cui non ho fatto ricorso ad altre situazioni per celare la mia storia personale. Ma questo è  anche un disco molto pop, non solo intimo.

 

 Il disco l’ho fatto a Los Angeles, in una casa affittata su internet. Non sapevo risalisse agli anni ’50. Qualcosa però l’ho anche buttata giù nello studio di Eros Ramazzotti, uno dei più belli d’Europa. Per fortuna gli inglesi non lo conoscono, così ci vado io!

È uscito dal guscio

“Sono uscito dal guscio, in tutti i sensi. Fa parte della cultura libanese un certo senso di vergogna nel parlare di sé: con questo disco ho buttato fuori la paranoia che c’era in famiglia. “No place in heaven” dice dell’adulto che sono e dell’adulto che voglio diventare. Volevo un disco trasparente, e anche un po’ fragile: l’ho fatto. Cinque anni fa non parlavo di niente, mi proteggevo molto di più. Ma se non posso essere libero a 30 anni, cosa mai posso fare? Non sono un role model, un modello di vita, perché mi fa paura esserlo. Io ho avuto con me tante persone che mi hanno aiutato ad avere tutta questa libertà che oggi posso dire di avere, e faccio anche un lavoro che mi dà grande libertà”.

 

Mi sono accorto a 14 anni che la mia vita sarebbe andata da un’altra parte. Il brano “All she wants” parla di mia madre, che è orgogliosa di me al 90%. Al 10% però mi avrebbe voluto un po’ più tradizionale, un figlio che andasse in Libano a trovare tutti i suoi cugini. Mia mamma, invece, si è ritrovata zingara senza neanche chiedere: prepara i miei vestiti, adesso per X Factor.

È positivo e sincero

“Non cerco un posto in paradiso, come dice il titolo dell’album: se c’è bene, se non c’è va bene lo stesso. Questo titolo per me ha un significato positivo. Mi piace la leggerezza nel cuore, mi piace chi ce l’ha anche a 85 anni. L’accoppiata vincente per me sono un cuore leggero e una testa pensante. In “No place in heaven” (c’è anche una versione deluxe con alcune tracce in più, nda) ho inserito delle canzoni in francese. Ho imparato l’italiano perché parlavo già il francese, altrimenti non so come avrei potuto apprenderlo così velocemente. Il francese fa parte del mio modo di scrivere, anche le canzoni composte in questa lingua mi rappresentano. Danno a chi le ascolta uno sguardo profondo sull’artista: questo per me deve essere l’obiettivo di un cd deluxe, quindi in questo genere di dischi non inserisco mai delle cover”.

 

Mi piace il Piemonte perché mi piacciono le colline verdi, il buio e il mistero della luce piemontese. Amo le persone: si nascondono un po’ ma sono meravigliose.

Ha fatto un disco semplice

“Stilisticamente nell’album ci sono tante influenze, ma gli ingredienti sono semplici. “The origin of love” aveva una produzione complicata, questo cd è più pulito. Mi sembrava un progresso naturale”.

 

Io non so scrivere libri, è la cosa più difficile del mondo. Il mio sarà un diario intimo: parlo di mio nonno in Siria, e nel capitolo successivo scrivo della mia frustrazione al supermercato. Leggendolo entrerete un po’ di più nella mia testa (a proposito del libro che sta scrivendo per Rizzoli, nda).

I concerti racconteranno un mondo fantastico

“La mia firma è fare qualcosa di imperfetto ma fatto a mano. Nei miei concerti non ho mai utilizzato schermi, non fanno parte della mia estetica. Per i prossimi live voglio creare un ambiente di fantasia con la carta, con niente: i concerti saranno legati alla copertina del cd. Porterò in scena più la scenografia di un balletto che non un concerto pop; stiamo facendo i disegni adesso, il palco avrà un aspetto un po’ surreale. In tutta semplicità mi trasformerò e racconterò delle storie”.

 

E’ troppo difficile per me cantare in italiano, con la gola completamente ‘aperta’. Quando ci ho provato, mi hanno detto che la pronuncia non andava bene.

 

Cinque motivi per cui ci piace Mika, + 1

Tra i good guys (gli eroi di quando era adolescente di cui parla nel brano “Good guys”, definendoli “Ragazzi diversi che hanno cambiato la direzione del vento”) Mika inserisce James Dean: “Perché è James Dean, è ovvio!”. Come dargli torto?

 

Infine…

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“No place in heaven” è in uscita il prossimo 15 giugno in digitale, il 16 sarà in vendita il disco fisico.

Mika regala due tracce a chi acquisterà in pre-ordine l’album su iTunes: “Talk about you” e “Last party”.

 

 

 

Quest’ultima è dedicata a Freddie Mercury ed è accompagnata da un video girato da Peter Lindbergh: il celebre fotografo di moda ha anche scattato l’immagine di copertina del disco.

Questo è il video di “Good guys”

Il video è stato ideato da Mika stesso, che ha curato le coreografie e concepito una performance teatrale. La canzone è un omaggio agli eroi gay della sua adolescenza ed è incentrata attorno a un aforisma di Oscar Wilde: “We are all in the gutter, but some of us are looking at the star” (“siamo tutti nel fango, ma alcuni di noi guardano alle stelle”).

I prossimi concerti di Mika, dopo il sold out milanese di stasera sono:

23 luglio: Taormina (Messina), Teatro Antico
25 luglio: Cattolica (Rimini), Arena della Regina
27 settembre: Milano, Mediolanum Forum di Assago
29 settembre: Roma, Palalottomatica
30 settembre: Firenze, Mandela Forum

 

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