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Gli errori più comuni che fanno scartare un CV

Foto inappropriata, indicazione sovrastimata di se stessi, testo caotico e lungo gli errori più comuni che non convincono i recruiter

L’indicazione sovrastimata di se stessi, ma anche una fotografia inadeguata, così come un testo prolisso sono gli errori da non commettere nella stesura del proprio del CV: a dirlo sono alcune delle aziende che hanno partecipato alla VII edizione del Career Day dell’Università Ca’ Foscari Venezia, giovedì 4 dicembre 2014, intervistate in un’indagine dal Settore Placement dell’ateneo.

Prima del colloquio, dunque, va superata la prova CV: sapersi presentare in modo appropriato è il primo passo verso la selezione.

I principali risultati dell’indagine:

Quanti Cv riceve mediamente un’azienda in una settimana?

Il 42% dichiara di riceverne dai 20 ai 50. Un numero quindi decisamente elevato, per il quale si rende essenziale saper fare la differenza.

Quale modello scegliere?

Il 32% dei recruiter dichiara di preferire il modello cronologico rispetto a quello Europass. Una veste grafica personalizzata e il modo in cui si decide di strutturare i contenuti risulta infatti essere una chiave di lettura interessante per la selezione del candidato.

Su cosa puntare?

L’elemento su cui il 78% degli intervistati pone immediatamente l’attenzione è la sintesi del profilo e la descrizione degli obiettivi professionali.

l 67% delle aziende dichiara importante, in un CV, ritrovare indicate competenze in linea con il ruolo ricercato dalle aziende.

Che cosa fa escludere un CV?

Per il 71% delle aziende un elemento che compromette il buon esito di una candidatura è l’indicazione sovrastimata dei ruoli ricoperti.

Un altro elemento importante, che può essere decisivo per escludervi dai giochi, è la fotografia che scegliete di usare. Il 25% dei recruiter dichiara infatti di trovarla spesso inadeguata. Sono da escludere immagini in spiaggia o in una serata di divertimento. E’ importante imparare a distinguere i contesti e a individuare per ciascuno le etichette più appropriate.

La gestione dei profili sui Social Network

Il 50% dei recruiter cercherà informazioni su di voi anche attraverso i canali social. Lo strumento utilizzato dal 50% degli intervistati è LinkedIn, ma possono esserci veloci incursioni anche nel profilo di Facebook. Le informazioni che maggiormente vengono ricercate sono spunti generali per capire chi siete (25%) oppure post su tematiche inerenti il settore dell’azienda (21%).

Il Cv in lingua straniera

E’ consigliabile o meno inviare un CV in lingua straniera? Il 42% dei recruiter lo dichiara utile per valutare le competenze linguistiche di un candidato. La stessa percentuale dichiara però che la ricezione di un cv in lingua straniera dovrebbe fornire anche un segnale preciso: il candidato è disponibile alla mobilità. Se non vi interessa trasferirvi all’estero, ponderate bene la vostra scelta.

Gli errori da non fare

Il 18% dei recruiter dichiara di escludere un CV se non sono segnalate in modo preciso le informazioni di contatto: ad esempio anno, luogo di nascita e residenza. Per il 14% anche la mancata indicazione del diploma e del voto di laurea è un segnale negativo.

Il 21% dei selezionatori non apprezza un Cv eccessivamente prolisso.

Il 28% dei selezionatori dichiara di trovare nei CV una cronologia confusionaria, date discordanti che non consentono di ricostruire in modo lineare il percorso del candidato.

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