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Fondo di Finanziamento Ordinario: 69,8 milioni di euro per Ca’ Foscari

Ottimi anche i risultati della quota premiale basata sui risultati della ricerca, internazionalizzazione della didattica, politiche di reclutamento. Al 2° posto in Italia nel rapporto tra quota base e quota premiale

Ca’ Foscari cresce ancora, nuovo balzo in avanti nell’assegnazione del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), l’ateneo è al sesto posto a livello nazionale per la percentuale di incremento sul 2013, al primo posto nella propria regione.

La quota del 2014, pubblicata dal MIUR, è di 69 milioni di euro, vale a dire 4 milioni di euro in più rispetto a quella ricevuta nel 2013, registrando così un incremento del 7,14%.

Nel 2013 l’assegnazione FFO a Ca’ Foscari era stata di 65,2 milioni di euro, il riparto 2014 assegna all’ateneo veneziano 69,8 milioni di euro.

Ottimi anche i risultati della quota premiale, la percentuale che il MIUR assegna alle università sulla base dei risultati riscossi in ricerca, politiche di reclutamento, internazionalizzazione della didattica: Ca’ Foscari si colloca al secondo posto a livello nazionale per incidenza della quota premiale rispetto all’FFO assegnato: a Ca’ Foscari assegnati 17 milioni di euro su un totale di 69 milioni di euro FFO. Il peso della quota premiale incide dunque del 24,52%

Molto buono, inoltre, il dato sul costo standard per ciascun studente che colloca Ca’ Foscari ai migliori livelli sul piano nazionale per quanto riguarda il rapporto fra i seguenti indicatori: costi docenza, didattica integrativa, infrastrutture,servizi didattici.

Il Rettore dell’Università Ca’ Foscari Venezia Michele Bugliesi: «Davvero un ottimo risultato per Ca’ Foscari, ancora un avanzamento che premia il lavoro svolto dal nostro ateneo per migliorare l’efficienza e la performance – spiega il Rettore – Ca’ Foscari si riconferma nuovamente una università pubblica virtuosa, con i conti in ordine e un’amministrazione efficiente, nonostante la difficile congiuntura economica generale e i tagli ai finanziamenti ministeriali. Molto buona anche l’assegnazione della quota premiale che riconosce gli ottimi risultati sulla qualità della ricerca, l’internazionalizzazione della didattica e le politiche di reclutamento su cui l’ateneo continua a investire considerandoli scelte strategiche per essere un ateneo di eccellenza e competitivo. Molto buoni sono anche i risultati degli altri atenei del Veneto, un ottimo segnale per le università della nostra regione che si dimostrano efficienti e di qualità».

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