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Fiorella Mannoia: “Internet lo usiamo al 2%, come il nostro cervello”

“A te” è il disco-omaggio a Lucio Dalla pubblicato in questi giorni da Fiorella Mannoia, il pensiero affettuoso per un amico realizzato in cd e dvd con interviste e immagini di backstage, oltre che in versione digitale. All’album tributo, registrato in presa diretta, hanno partecipato anche Ron e Alessandra Amoroso

«I miei social network sono impostati sul sociale»

“A te” è un disco che Fiorella Mannoia ha voluto realizzare per omaggiare l’amico Lucio Dalla, accantonando per questo anche la realizzazione del suo nuovo disco di inediti (previsto per il 2014). L’idea su cui si basa questo progetto è di realizzare un tributo autentico e sentito, affrontando il repertorio di Dalla con eleganza. E’ questa, probabilmente, la parola che più spesso Fiorella Mannoia dirà nel corso della nostra chiacchierata, eleganza. La sua, come interprete, ci è ben nota.

Data Manager: La scelta delle canzoni su quali criteri si è basata?

Fiorella Mannoia: Sono partita innanzi tutto dalle canzoni irrinunciabili, come “Anna e Marco” per cui provo un affetto particolare. Mi ricorda il legame professionale che ho avuto con Lucio. Sono molto legata anche a “Cara”. Ho voluto poi scegliere canzoni meno note del suo repertorio o che magari le persone ricordano meno, come “Sulla rotta di Cristoforo Colombo” e “La casa in riva al mare”. Lucio sarebbe stato contento di questa scelta, e Marco Alemanno mi ha confermato l’amore di Dalla per questi due brani. Infine, ho scelto le canzoni che potevo cantare. Lucio aveva un’estensione vocale non indifferente, anche se non lo dava a vedere. Se avessi dovuto cantare sforzandomi non avrei reso giustizia alle sue canzoni.

Come è nato in te il desiderio di fare questo tributo?

Ho sentito la necessità impellente di ringraziare Lucio, che è stato per me un punto di riferimento. Non credevo di sapere così tante sue canzoni a memoria, me ne sono accorta alla sua morte. Tanto è vero che per questo disco non ho fatto prove, ho cantato con naturalezza. E’ un omaggio che gli dovevo per quanto lui è stato importante per me. Ho fermato i lavori sul mio nuovo disco di inediti per occuparmi di “A te”, disco che ho fortemente voluto.

E registrato in presa diretta.

Sì, volevo farlo così. Oggi con la tecnologia si fa qualunque cosa, si spediscono le tracce a casa di chiunque senza vedersi. Io invece volevo che fossimo tutti insieme, eleganti, come non si usa più fare. Ho pensato fosse la maniera più bella per fare un omaggio.

 

 

A proposito di ‘come non si usa più’, in una recente intervista rilasciata a Sette del Corriere della Sera, Eros Ramazzotti ha detto: “La tecnologia avrà fatto anche del bene ma ha dato una bella botta alla creatività”. Tu sei dalla parte dei nostalgici o degli hi tech?

Sono per la via di mezzo. Senza l’aiuto della tecnologia non avremmo mai potuto fare questo disco in due giorni. Disco che abbiamo anche passato su nastro. Oggi si possono usare il sistema analogico e quello digitale, a scelta, perché la tecnologia ci permette di farlo. Sì, forse si perde un po’ di anima… Mi è piaciuto così tanto registrare questo disco in presa diretta, tutti insieme dal vivo, che il prossimo lo farò di nuovo così. Ho sempre sofferto a cantare dentro a uno stanzino con davanti un muro, preferisco vedere le persone: la loro presenza ti spinge a dare il meglio di te. Soffro molto il metodo di registrazione per cui si fa tutto ognuno separato dagli altri.

Per tornare al disco, Ron non poteva mancare…

Ha condiviso un percorso con Lucio così lungo che doveva esserci. Invece, ho fatto una scommessa su Alessandra Amoroso, che non avevo mai sentito cantare il repertorio di Lucio. Sentivo però la sua voce elegante e aggraziata, la voce per interpretare “La sera dei miracoli”. Ho rischiato con questa scelta, perché Alessandra non ha fatto prove, ma non mi sono sbagliata: ho sentito i brividi mentre cantava. E poi l’ho voluta per un senso di continuità caro a Lucio, che ha lavorato con Pierdavide Carone e Marco Mengoni, senza snobismi verso i talent. E’ uno scambio generazionale, alla pari: ci apriamo a vicenda delle porte che altrimenti resterebbero chiuse.

Non solo hai collaborato con ragazzi che sono passati dai talent show (Chiara, Noemi) ma segui anche l’edizione in corso di X Factor.

E ne parlo su Twitter. Trovo i ragazzi tutti bravi, ma mi piacciono moltissimo le ragazze della squadra di Mika. Soprattutto Valentina.

Che rapporto hai con Facebook e Twitter? Sei molto attiva e parli di molti argomenti…

Aggiornare i miei profili è un lavoro, ma non amo che lo facciano altri al posto mio. Nessuno può rispondere a mio nome. Molte persone mi contattano perché io dia visibilità ai loro problemi: sono gratificata da queste confidenze, sono un segno grande di stima. Sarà che ho impostato molto sul sociale i miei profili… mi imbarazza usarli solo per fini commerciali, preferisco esprimere le mie idee commentando o dando notizie che si conoscono meno. Un giorno, se mi daranno il permesso, farò un libro di queste lettere e pensieri che mi arrivano; sono storie toccanti di smarrimento, di perdita del lavoro, di omosessualità. Sarà un libro senza commento, solo di testimonianza dell’Italia.

Insomma, i social ti “impegnano” in tutti i sensi.

Mi sono sempre occupata di politica e sono orgogliosa della piega che ha preso il mio profilo Facebook. Usandolo come lo uso io, diventi un punto riferimento. Internet secondo me è come il cervello umano, lo adoperiamo solo al 2% delle sue potenzialità.

Photo Credits: Simone Cecchetti

Tratto da Data Manager Online – il portale dell’ICT professionale

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