Happy Feet 2

Dopo l’Oscar vinto dal primo episodio del 2006, non poteva mancare un sequel…da brivido.

In principio fu Happy Feet che narra le avventure di una comunità di pinguini “imperatore” molto dotati nel canto, uno solo non ha questa qualità, anzi è completamente stonato, ed è Mambo. In compenso, però, è un ottimo ballerino di tip tap. Lasciamo quei lettori che non hanno visto il film con la curiosità di scoprire cosa accade e concentriamoci su questo secondo capitolo in cui ritroviamo Mambo ormai adulto. Ha sposato Gloria ed è padre apprensivo di Erik che arriccia il naso di fronte al ballo e sogna invece due ali per volare e una voce per cantare. Goffo e maldestro, il cucciolo sembra diverso dagli altri pinguini: non canta, non balla e non trova il suo posto nel mondo. Fuggito da casa conosce Sven, un pinguino speciale, con un becco grosso e due ali adatte al volo. Sven colpisce Erik per la sua originalità e diventa la sua figura di riferimento. Raggiunto dal padre, il cucciolo tornerà a malincuore indietro, ma intanto il mondo intorno a loro si sta trasformando, l’innalzamento delle temperature con il conseguente scioglimento dei ghiacciai sta compromettendo la sopravvivenza della specie. Sulla strada verso casa, Erik troverà la sua canzone e Mambo imparerà il mestiere di genitore.
5 anni fa c’era Mambo, un piccolo pinguino col vizio del tip tap, alla ricerca della propria iniziazione alla vita, poi (come tutti) è cresciuto ed è diventato padre di un pinguino altrettanto diverso e con la stessa voglia di realizzarsi. Il pubblico si ritrova, quindi, nel mozzafiato paesaggio dell’Antartico a 30 gradi sotto zero e a formare il giovane Erik c’è di nuovo George Miller (come nel primo) produttore, regista e sceneggiatore di storie di animali che pensano e agiscono come le persone. Come in Babe, maialino coraggioso che voleva diventare un cane pastore, l’anatra che si sognava gallo, anche Erik rispecchia la poetica dell’autore australiano sotto il segno della differenziazione e divergenza dalla legge del gruppo di appartenenza. Mentre per Mambo però, la danza era un’attitudine naturale, alla quale non riusciva a rinunciare, all’interno di una società gerarchica dove il suo cambiamento servirà come strumento di riconoscimento, per suo figlio le cose prendono una piega diversa. Erik vive la sua “pinguinità” come un limite perché vuole modificare la propria natura, ma senza ali davvero non si può volare? Non tanto infantile, quanto adolescenziale, disobbedisce, sfidando con la sua indisciplinatezza, le competenze paterne e cercando altrove il modello da imitare. Ci vorrà l’imprevedibilità della vita, l’onda anomala di uno tsunami e altri disastri, per spingere Erik ad essere più indulgente con conseguente sguardo più comprensivo e ammirato per il suo papà, a sua volta impacciato, ma volenteroso nel diventare un genitore migliore. Nel passato i papà erano più assenti nell’esistenza dei propri figli, ma insieme a Cattivissimo me e Kung Fu Panda 2, questo film mostra sullo schermo padri (non importa se naturali o adottivi) che trasmettono valori, insegnando alla propria prole ad affrontare la vita adulta. La Disney, con Il Re Leone, per prima introdusse la figura paterna in quanto “presenza”, ma Mufasa (democratico e dominante) era comunque un padre “interrotto”. Mambo è invece il risultato di una rivoluzione culturale, di un cambiamento sociale, esempio di una specie diversa naturalmente evolutasi all’attività del prendersi cura dei propri figli. Avendo “covato” il suo cucciolo, Mambo è un padre “materno” che stravolge il concetto tradizionale di autorevolezza e annessa virilità. Questa nuova valorizzazione della figura paterna non ha però sminuito quella materna di Gloria, madre affettuosa e consapevole dei rispettivi ruoli. Nella profondità dell’oceano e del 3D, spettacolare è il mondo subacqueo con i leggiadri krill (Bill e Will) che sviluppano una storia parallela, alla maniera di Scrat. Come nel primo episodio ritroviamo le performance vocali di grandi attori, quali Robin Williams, Elijah Wood, Brad Pitt e Matt Damon, mentre in italiano Beppe Fiorello è Mambo, Massimo Lopez è Ramon, Pierfrancesco Favino è Adone e il maestro Gigi Proietti è The Beachmaster.
Un assaggio del film nel trailer ufficiale a questo link http://www.youtube.com/watch?v=z5Ue66ozc4s

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