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Medicina di montagna primo Master in Italia

Per la prima volta in Italia viene attivato un Master di secondo livello Medicina di Montagna: tra i docenti anche alpinisti e guide alpine.
Una valanga di neve, una caduta rovinosa sugli sci, un attacco cardiaco in montagna: il soccorso medico ad alta quota non si improvvisa e proprio per questo per la prima volta in Italia è attivato un Master di secondo livello in Medicina di Montagna, che conta tra i docenti non soltanto medici ma anche alpinisti e guide alpine.
Il Master Internazionale di II° livello in “Medicina di Montagna intitolato a Attilio Farè e Fabio Della Bordella” è proposto dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi dell’Insubria, a Varese.
«La sicurezza di chi frequenta la montagna, sia per motivi professionali, sia per escursionismo o alpinismo amatoriale è un tema di grande attualità. L’Università dell’Insubria è la prima in Italia a offrire una simile occasione di formazione e in Europa è seconda solo all’Università di Saragozza in Spagna» racconta il dottor Luigi Festi, dirigente medico presso l’Unità Operativa di Chirurgia Generale III ad Indirizzo Toracico dell’Ospedale di Circolo di Varese, ideatore e coordinatore dell’iniziativa, nonché responsabile a livello internazionale del master. «Lo scopo è quello di dare la possibilità a medici italiani e stranieri di frequentare un corso di alta specializzazione in medicina ed emergenza in ambiente alpino, con conferimento, dopo apposito esame teorico e pratico, di diploma riconosciuto anche a livello internazionale. Le condizioni per il conseguimento del diploma, per la prima volta definite e certificate, renderanno il Master punto di riferimento mondiale per la Medicina di Montagna».
«Il campo della medicina di montagna si presenta in Italia e non solo ancora poco conosciuto e valorizzato. In un periodo in cui il turismo estivo ed invernale tende a riscoprire la montagna, è fondamentale valorizzare il fattore sicurezza nella prevenzione e nell’eventuale trattamento in incidenti durante l’escursionismo o la pratica alpinistica amatoriale e professionale. Tra i sempre più numerosi utenti della montagna poi, anche chi soffre di patologie croniche cardiache o respiratorie, è invogliato è spinto alla ricerca dell’altezza e dell’ambiente incontaminato. Il medico di spedizione o anche solo operante nell’ambiente alpino, senza considerare chi presta la sua opera nel soccorso, deve quindi essere preparato adeguatamente per intervenire in tali evenienze. Non bisogna poi dimenticare che la regola fondamentale di chi interviene in soccorso o nella prevenzione è l’attenzione alla propria sicurezza» aggiunge il professor Lorenzo Dominioni, professore ordinario di chirurgia toracica all’Università dell’Insubria e direttore del master.
Il piano didattico del Master è suddiviso in 6 moduli, che spaziano dal trattamento delle malattia d’alta quota, all’emergenza e il soccorso in montagna; l’ipotermia e l’ipertermia, e la traumatologia, rispettivamente, meritano ciascuno un modulo esclusivo ed è prevista anche una sessione specifica e dedicata alla pratica alpinistica: infatti il corpo docente è formato non soltanto da specialisti medici riconosciuti a livello nazionale ed internazionale, ma anche da alpinisti e guide alpine, da esperti in letteratura e cinema di montagna, dell’ambiente e della meteorologia di fama mondiale.
«Fondamentale è la convenzione tra l’Università dell’Insubria e l’Institute of Mountain Emergency Medicine che fa capo all’EURAC di Bolzano, diretta dal professor Hermann Brugger, uno dei maggiori esperti a livello mondiale nel campo dell’emergenza, e del trattamento dell’ipotermia in particolare. Inoltre il programma del corso intende adeguarsi alle linee guida internazionali, dettate dalle più importanti società in questo campo: UIAA, ICAR e ISMM» sottolinea il dottor Festi. Le iscrizioni si concluderanno il 5 dicembre 2011. È possibile scaricare il bando, contenente programma dettagliato del Master, e la domanda di ammissione dal sito www.uninsubria.it, alla pagina “dopo la laurea”. Il Master si articola in lezioni teoriche e pratiche sul campo, per un totale di circa 550 ore, tra lezioni e tirocinio, distribuite durante l’arco dell’anno, con inizio a gennaio 2012. Il programma sarà svolto nelle strutture dell’Università dell’Insubria a Varese e dell’Ospedale di Circolo di Varese, che partecipa con patrocinio all’iniziativa.
Una parte delle lezioni si terrà nelle sedi didattiche di EURAC a Bolzano mentre quelle pratiche, divise in sessione invernale ed estiva, con lo scopo di fornire le basi per lo svolgimento dell’attività medica sul campo, in sicurezza, si svolgeranno, sotto la guida dell’elite alpinistica italiana rappresentata dai Ragni di Lecco. «Abbiamo intitolato il Master ad Attilio Farè e Fabio Della Bordella, grandi amici e compagni di scalate, conosciuti nel loro ambito professionale ed alpinistico a Varese e non solo, tragicamente scomparsi in incidente di montagna quattro anni fa. La loro vita, permeata di rispetto per l’ambiente e per la persona, di etica e professionalità, di passione semplice e di rigore, è di esempio per tutti in ogni aspetto della vita quotidiana ed è alla base di questa iniziativa che spera di coinvolgere nel suo entusiasmo e nella sua novità, tutto il corpo accademico universitario» – concludono il dottor Festi ed il professor Dominioni.
Per ulteriori informazioni consultare il sito dell’Università degli Studi dell’Insubria www.uninsubria.it → DOPO LA LAUREA → MASTER, o scrivere al dottor Luigi Festi: luigi.festi@ospedale.varese.it.

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