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Libri – Oltre WikiLeaks: la trasparenza ai tempi del web

WikiLeaks è stato il precursore, ma oltre WikiLeaks quale sarà il futuro della trasparenza? Le risposte di Micah L. Sifry, co-fondatore del Personal Democracy Forum di New York, nel suo nuovo libro per Egea.
“Tutti i governi mentono, ma il disastro è inevitabile per quei paesi le cui autorità fumano lo stesso hashish che danno in giro”. Micah L. Sifry cita il noto giornalista investigativo americano Isidor Feinstein Stone per dare inizio al suo nuovo libro “Oltre Wikileaks. Il futuro del movimento per la trasparenza” (Egea 2011, 164 pagg., 19 euro formato cartaceo, 11,99 formato e-pub).
Co-fondatore del Personal Democracy Forum di New York, da anni in prima linea sul delicato rapporto tra politica e new media negli USA, Sifry, nel suo libro, non intende scrivere un trattato su Wikileaks, né risolvere nessuna delle complesse questioni sollevate. Il suo obiettivo è illustrare quanto sta accadendo nel mondo della amministrazione pubblica e magari convincere qualcuno che è giunto il momento di dare man forte a quel movimento globale che chiede più trasparenza.
L’autore, dopo aver condiviso con il lettore qualche impressione su Julian Assange, e accusando i media di aver dato troppa enfasi alla persona rispetto al movimento di cui fa parte, rivolge la sua attenzione ai primi anni del secolo quando il World Wide Web stava appena iniziando ad acquisire rilevanza politica, prima dell’avvento di YouTube, Facebook e Twitter, ovvero quando per costruire delle community trasparenti si ricorreva a mailing list e soprattutto ai blog.
Da qui Sifry passerà poi a esplorare la nascita del movimento per la trasparenza negli Stati Uniti, e le sue controparti nel resto del mondo, per arrivare a riesaminare la recente controversia sulle attività di Wikileaks e le sue ricadute sulle potenzialità e i limiti della libertà su Internet. “Non è quindi un caso che il libro” dice Sifry, “parta dalla disamina del caso Wikileaks per poi descrivere l’abbraccio dei politici Usa a Internet negli ultimi anni (incluse le promesse non mantenute da Obama sulla “cittadinanza elettronica”e in risposta ai numerosi progetti di base per l’open government), dettagliando infine le analoghe iniziative avviate in Europa, in Africa e in Sud America”.
L’obiettivo del libro diventa quello di illustrare come WikiLeaks sia soltanto una parte del continuum ben più ampio di quel cambiamento che caratterizza la relazione tra cittadini e istituzioni in questi frangenti inediti, cambiamento che è decisamente salutare per la crescita e la solidità di una società aperta.
Ormai l’epoca della segretezza e dell’incertezza di dati sta per chiudersi e va nascendo quella dell’apertura e della condivisione. “La spinta maggiore nella stesura del libro” spiega l’autore, “è stata quella di evitare che il più ampio movimento per la trasparenza nella politica e nella pubblica amministrazione venisse oscurato da tutta quest’attenzione su WikiLeaks”. E’ necessario spiegare alla gente che WikiLeaks si inserisce nel contesto ben più esteso di una trasparenza imposta dal basso e guidata dai cittadini, chiarendo come in realtà questo sia un momento da cui trarre lezioni positive.
E’ importante che la gente possa imparare anche con esempi concreti, di cui li libro è ricco, come fare per collegarsi tra loro e imporre maggiore trasparenza ai propri governi e alle grandi imprese. E WikiLeaks ha, per molti versi, fatto da apripista dando adito a iniziative analoghe: è il caso di Russia-Leaks e Balcani Leaks. “Bisogna pubblicizzarle e fare network” ritiene Sifry, “è bene che WikiLeaks non sia l’unica destinazione possibile per chi voglia divulgare certi materiali”.
Il punto infatti non è stabilire se WikiLeaks abbia fatto la cosa giusta o se debba esistere o no. E , “poiché è difficile prevedere lo sviluppo in genere delle cose” conclude l’autore, “il libro potrà almeno servire da guida per comprendere meglio il percorso che ci ha condotti a questo punto per porsi come utile risorsa per tracciare un modo razionale di procedere. La vera questione riguarda la responsabilità degli stati nazionali e delle istituzioni nel creare sistema capaci comunque di garantire la trasparenza”.
Micah L. Sifry è co-fondatore del Personal Democracy Forum, editor del blog techPresident.com. Ha scritto per The Nation Magazione e The Huf-fington Post.

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