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Il ‘Libro Bianco’ della Gioventù in Viaggio: ecco cosa chiedono i giovani alle istituzioni

Si sono incontrati per quasi un anno e hanno dato vita ad un Libro Bianco della Gioventù in Viaggio. Si tratta di circa 600 giovani tra i 18 e i 25 anni che hanno partecipato al progetto ‘GIOVENTU’ IN VIAGGIO’ ideato e promosso da CTS (Centro Turistico Studentesco e giovanile).
Nelle piazze italiane hanno dato via ad un manifesto della Gioventù in Viaggio in cui fanno appello direttamente alle istituzioni in particolar modo al Ministero del Turismo e della Gioventù.
Se il turismo giovanile oggi rappresenta almeno un quinto del mercato mondiale dei viaggi, pari a circa 160 milioni di arrivi e 136 milioni di dollari all’anno, e uno dei segmenti di turismo con il maggiore tasso di crescita annuo, intorno al 3-5% (WTO, 2010) è altrettanto vero che questo settore merita un sostanziale incremento di politiche giovanili orientate verso uno sviluppo maggiore della mobilità giovanile.
Tutti i giovani che hanno partecipato alla stesura del Libro Bianco credono fortemente che il viaggio vada inteso come cultura dell’integrazione e del dialogo e come ecologia e benessere. Esperienze primordiali che aiutano a recuperare le energie interiori, armonia al corpo e allo spirito. Ma il viaggio è anche autenticità, è vivere esperienze reali e significative. E’ approfondimento, è la ricerca del significato che si cela dietro le apparenze. E’ studio e professione perché il viaggio è la ricerca di opportunità di studio e di crescita professionale. C’è anche chi intende il viaggio come occasione per impegnarsi accanto agli altri. Infine come momento di sano divertimento.
Cosa chiedono i giovani? Un elenco chiarirà le loro esigenze di oggi:
1. strutture di accoglienza adeguate: un’offerta adeguata in termini di strutture ricettive e prodotto diversificato, che garantisca economicità e sicurezza;
2. la comunicazione e l’innovazione: il web e le nuove tecnologie sono elemento fondamentale per sviluppare un’efficace politica di rilancio del trismo giovanile;
3. la formazione: è importante investire sul turismo della formazione ma anche sulla formazione degli operatori del turismo;
4. slow travelling: le istituzioni dovrebbero promuovere il ‘viaggiare lento’ favorendo la flessibilità;
5. questione di soldi: le politiche di rilancio, in un momento di criticità come questo, devono partire dalla considerazione che permettere alle persone di viaggiare è utile per uscire dalla crisi stessa;
6. turismo responsabile: le istituzioni dovrebbero far conoscere questa realtà perché è l’approccio che si avvicina di più all’idea di viaggio come esperienza formativa.
“Crediamo che il Libro Bianco sia una valida testimonianza di come i giovani interpretano il viaggio oggi – dichiara Stefano Di Marco Vice Presidente Nazionale di CTS. Hanno le idee chiare su cosa vogliono per il loro futuro e sull’importanza che il viaggio rappresenta nella loro vita. E fanno appello alle istituzioni chiedendo il giusto sostegno e il giusto impegno e come sempre ci ricordano che sono loro il nostro futuro – conclude.
La nostra associazione sarà vicino ai giovani rappresentando le istanze che hanno avanzato alle istituzioni competenti.” Il Libro Bianco è scaricabile dal sito www.ctsassociazione.it/gioventuinviaggio

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