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Job Day: un efficace trasferimento tecnologico aumenta le possibilità di lavoro

Job Day: un efficace trasferimento tecnologico aumenta le possibilità di lavoro

È quanto emerso in occasione dell’annuale ‘Job Day’ dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, evento al quale hanno partecipato oltre 30 aziende. Relatori, tra gli altri, il presidente di Assobiomedica, Massimiliano Boggetti, quello dell’ASI, Giovanni Battiston, Adriana Santanocito, Co-Founder di Orange Fiber e il direttore Marketing, Comunicazione e Innovazione di Banca Mediolanum, Oscar di Montigny

Valorizzare il rapporto tra Università, centri di Ricerca e imprese per rendere effettivo il trasferimento tecnologico sul territorio e migliorare, così, le prospettive occupazionali dei giovani laureati: il futuro del rapporto tra Università e Imprese è stato al centro delle relazioni del ‘Job Day’ organizzato dall’Università Campus Bio-Medico di Roma, al quale sono intervenuti il Presidente dell’ASI, Roberto Battiston, il presidente di Assobiomedica, Massimilano Boggetti, Adriana Santanocito, Co-Founder di Orange Fiber e il direttore Marketing, Comunicazione e Innovazione di Banca Mediolanum, Oscar Di Montigny.

All’evento, introdotto dai saluti del rettore prof. Raffaele Calabrò, erano presenti le rappresentanze di oltre 30 imprese, che hanno incontrato e raccolto il curriculum di studenti e neolaureati dell’Ateneo romano specializzato in Ingegneria Biomedica, Industriale e Chimica per lo sviluppo sostenibile, ma anche in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana, Infermieristica e Tecniche di Radiologia medica per immagini e Radioterapia.

Nonostante la forza dell’Italia nei risultati della Ricerca (siamo il primo Paese al mondo per numero di citazioni per ricercatore e produttività della ricerca in termini di pubblicazioni per ricercatore, ma pure il quarto in Europa per valore della produzione in settori ad alta tecnologia), il sistema del trasferimento tecnologico resta ancora ricco di criticità strutturali che rallentano la trasformazione dei risultati degli studi scientifici in brevetti, accordi commerciali e la nascita di nuove imprese, ostacolando di fatto la creazione e il consolidamento di nuovi posti di lavoro qualificati.

Eppure regioni leader in Italia, come Lazio e Lombardia, offrono terreno fertile al trasferimento tecnologico: solo nel Lazio sono attivi 48 enti di ricerca, 6 parchi scientifici e 3 distretti tecnologici insieme a più di 20 atenei con circa 14 mila docenti e ricercatori, mentre la Lombardia può contare su 12 istituti del Cnr, 14 università, 19 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCSS) e un esteso tessuto imprenditoriale, all’interno del quale sono presenti ben 3mila multinazionali.

Il confronto sul tavolo del ‘Job Day’ dell’Università Campus Bio-Medico di Roma si è quindi indirizzato su come i vari soggetti potranno migliorare la comunicazione tra loro, superando le attuali barriere.

“Il trasferimento tecnologico come connessione tra formazione, ricerca e innovazione è il motore sul quale innestare la creatività, l’entusiasmo e la preparazione professionale degli studenti e la sua efficienza rappresenta un obiettivo primario per tutti gli atenei. L’Università Campus Bio-Medico vuole fare da propellente perché tutto ciò si realizzi e possa così generare lavoro qualificato in una società che guarda avanti.”, afferma Simonetta Filippi, docente di Fisica e Prorettore alla Formazione universitaria dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. “Oltretutto – prosegue Filippi – la mancanza di efficaci processi di trasferimento tecnologico tra università, centri di ricerca e imprese precludono anche a Start Up e Pmi importanti occasioni di finanziamento. In questo senso imprese più attrattive sono in grado di avvicinare più facilmente non solo gli investitori ma soprattutto le migliori intelligenze provenienti dagli atenei”

 

Sugli stessi temi si è soffermato il presidente di Assobiomedica Massimiliano Boggetti: “Per rendere possibile l’evoluzione della medicina del futuro anche in Italia dobbiamo creare un ecosistema che valorizzi i rapporti tra mondo accademico e industriale, in modo da favorire la nascita di nuove tecnologie e il conseguente trasferimento tecnologico, ha affermato Boggetti. “È oggi fondamentale – prosegue il presidente di Assobiomedica – puntare sulla collaborazione costante dell’industria con i centri di ricerca, le università, i cluster tecnologici e le start-up che popolano il nostro territorio. Questa sinergia sarà capace di attrarre eccellenze e coltivare lo sviluppo di talenti che si possano esprimere in nuove professionalità e con nuove competenze personali all’interno di un tessuto dinamico e internazionale composto da 3.883 imprese del settore che occupano circa 76mila dipendenti”. “Oggi – conclude Boggetti – le nostre imprese continuano a investire in Italia perché crediamo nell’innovazione al servizio della salute dei nostri cittadini e crediamo nei nostri giovani”.

 

Dal suo osservatorio, il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston, ha sottolineato che “la new space economy è un’opportunità formidabile di crescita della società e dell’economia italiana. Per coglierla però bisogna mettere a sistema le nostre competenze scientifiche, tecnologiche e industriali. Si tratta di una precondizione affinché il nostro sistema continui ad essere non solo competitivo come oggi, ma in grado di determinare i trend di sviluppo del settore aerospaziale. L’Italia ha infatti un problema strutturale di comunicazione tra il mondo della ricerca, quello dell’industria e quello delle applicazioni”. Battiston ha sottolineato che ciò è alla base della nascita della ‘Fondazione Edoardo Amaldi, “che avrà come missione il trasferimento tecnologico nel settore dello spazio. Si tratta di una modalità pubblico-privata, ossia un’alleanza irrinunciabile per cogliere l’opportunità della new space economy”.

Per il capo dell’ASI “l’altro fattore importante è aumentare la massa critica dei laureati nelle STEM, in modo da creare un ambiente di ricercatori-imprenditori che ha consentito lo sviluppo di nuovi business nel settore spaziale grazie alla contaminazione con il settore dell’economia digitale. La strada che abbiamo intrapreso negli ultimi anni, grazie anche al lavoro con il Governo, ha dato risultati molto importanti, come la crescita degli addetti del settore spaziale del 3 per cento negli ultimi tre anni”.

Infine il direttore Marketing, Comunicazione e Innovazione di Banca Mediolanum Oscar Di Montigny ha sottolineato che “I Millennials sono destinati a non legarsi a un lavoro per la vita, ma ad affrontare sfide occupazionali numerose e diverse fra loro. Diventa fondamentale costruirsi una predisposizione intellettuale e una versatilità attitudinale che consentano di passare da un lavoro a un altro, in modo fluido. Educarsi e innovarsi sempre, conoscere le nuove tecnologie e i nuovi linguaggi, ma soprattutto, prepararsi ad essere protagonisti ogni giorno, per fare davvero la differenza in un mondo che lo richiede”.

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