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Le protesi robotiche, una realtà

Il pensiero comanda il robot
Per chi è affetto da paralisi o disabilità che riguardano gli arti questa invenzione è veramente in grado di cambiargli il corso della vita. Vittime di incidenti non dovranno più rimanaere paralizzati a vita ma potranno riscoprire la gioia di aprire una mano per saluatre o di muovere una gamba per poter camminare.
Non è utopia ma è ciò che permette il robot installato in speciali protesi in grado di leggere nel pensiero del disabile: questi capta i segnali del cervello e li trasforma in istruzioni da eseguire. L’invenzione è dell’Università di Pittsburgh in Pennsylvania ed è stata pubblicata sulla rivista The Lancet.
Per ora parliamo solo di braccia ma tale tecnica si potrà applicare ben presto ad altri arti: “il braccio robotico” fanno sapere dall’Università “sostituisce i comandi e i segnali dati dal cervello per lo spostamento, l’orientamento e la ricerca di oggetti, e permette di svolgere tutte le attività quotidiane altrimenti impossibili. Due piccoli chip impiantati nel cervello del paziente permettono di captare i segnali elettrici, poi trascritti in modo che un computer ordini al braccio di agire di conseguenza”.

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