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Lavoro: paura per i dipendenti di Equitalia

La paura e la difficoltà che i dipendenti di Equitalia vivono in questo periodo difficile obbliga i padri di famiglia a nascondersi.
Giuseppe è un dipendente dell’agenzia delle riscossioni dello stato: al figlio ha fatto promettere di non dire a nessuno dove lavora: “ho chiesto a mio figlio di non dire dove lavoro, temo dispetti e ritorsioni”.
Giuseppe lavora allo sportello a Roma. “Sembra che la colpa sia dei lavoratori Equitalia. Oltre ai fatti che si leggono sui giornali e che preoccupano, il clima è pesante. Dire che lavori a Equitalia è come dire che hai la peste, è peggio che fare il carabiniere negli anni Settanta. Temo che qualcuno, esasperato per aver perso il lavoro o per aver chiuso l’attività se la prenda con noi che facciamo la riscossione. Lavoro allo sportello, sento da vicino i malumori delle persone”.
“Noi facciamo solo il nostro lavoro. Sarà particolare, ma qualcuno lo deve pur fare, altrimenti le tasse non si riscuotono. Noi dipendenti siamo solo il capro espiatorio, l’ultima rotella dell’ingranaggio” e da qui la decisione di mantenere segreta l’occupazione per proteggere la famiglia. La situazione nelle ultime settimane è diventata veramente pesante e i lavoratori in questione non possono far altro che prendere decisione come questa per salvaguardare la propria incolumità e quella della loro famiglia.

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